Il premier Berlusconi, e il presidente francese Sarkozy hanno firmato una lettera congiunta di Italia e Francia alla Commissione Ue con la proposta di modifiche al trattato di Schengen e una maggiore cooperazione fra Bruxelles e gli stati Ue esposti ad ondate eccezionali di immigrati. Lo hanno annunciato loro stessi a Roma. La lettera contempla la possibilità di un ripristino provvisorio delle frontiere degli stati di Schengen.
Questa possibilità si applica in alcuni casi che siano "precisamente individuati" in anticipo e comunque "non legati agli avvenimenti di questi giorni", cioé gli sbarchi a Lampedusa.
Nel documento, Italia e Francia chiedono anche un rafforzamento di Frontex, l'agenzia che controlla le frontiere esterne dell'Unione e una maggiore cooperazione di Bruxelles con gli stati esposti ad emergenze migratorie.
Oltre alla lettera a firma Berlusconi-Sarkozy sui temi dell'immigrazione indirizzata al presidente del Consiglio Ue e al presidente della Commissione Europea, è stata redatta una dichiarazione congiunta tra i due Paesi relativa alla cooperazione tra l'Unione Europea e i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Temi sui quali c'è "pieno accordo" tra Roma e Parigi.
Berlusconi: "C'è convergenza, necessarie variazioni a Schengen"
"Un vertice positivo, molto positivo" da cui è emersa una "forte convergenza". E' quanto ha detto il premier, Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa al termine del vertice con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, a Villa Madama. "Nessuno di noi vuole negare e abolire l'accordo di Schengen ma in circostanze eccezionali crediamo debbano esserci variazioni a cui abbiamo deciso di lavorare insieme", ha aggiunto il premier.
Ue: "Sospendere Schengen no, rivederlo sì"
La "sospensione" dell'accordo di Schengen "non è una opzione". Lo ha spiegato il portavoce della Commissione europea, Olivier Bailly, affermando che la "convenzione di Schengen fa parte del Trattato di Lisbona, che non si può sospendere". Per uscire da Schengen, in sostanza, si dovrebbe "uscire dalla Ue". Il portavoce lo ha detto commentando le ipotesi lasciate trapelare da parte francese nel weekend in vista del vertice di Roma.
Durante la conferenza stampa tenuta nella sede della Commissione europea è stato spiegato che "quello che si può fare è ristabilire i controlli" alle frontiere "secondo quanto già previsto dall'art. 23" del Codice delle Frontiere. Da parte della commissione Ue, non c'è però "nessun problema a ricevere lettere" da parte degli Stati membri "con proposte su cui riflettere", è anzi una prassi comune dell'esecutivo Ue nella preparazione delle sue porposte legislative, ha sottolineato un altro portavoce di Bruxelles. L'esecutivo Ue sta infatti preparando una comunicazione sulla questione immigrazione, incluso il rafforzamento di Frontex e la revisione della governance di Schengen, che sarà presentato il prossimo 4 maggio dalla commissaria Ue agli affari interni Cecilia Malmstroem.
Ue: "Francia e Italia sono sulla nostra linea"
La lettera congiunta sull'immigrazione inviata dal premier Berlusconi e Sarkozy "conforta" la Commissione europea. Lo ha ribadito il portavoce Olivier Bailly dopo che il gabinetto del presidente Barroso ed i servizi giuridici della commissaria europea Cecilia Malmstrom hanno esaminato il testo. "La lettera è una buona notizia" ha detto Bailly aggiungendo che le soluzioni indicate "sono in linea con le proposte che la Commissione ha fatto da parecchi mesi".
Immigrazione, "su Francia peso 5 volte maggiore"
"La Francia ogni anno accoglie 50mila migranti. L'Italia una media di 10mila. Lo sforzo della Francia è quindi 5 volte superiore. Di questo siamo consapevoli e da parte nostra non c'è nessuna volontà di accusare la Francia di inadempienze", ha ribadito il premier Berlusconi.
Sarkozy: "Schengen vive solo se riformato"
"Vogliamo che il trattato di Schengen viva, ma perché viva deve essere riformato", ha poi sottolineato il presidente francese, Nicolas Sarkozy,al termine del vertice di Villa Madama con il premier Silvio Berlusconi.
Sarkozy: "L'Italia è nel cuore dei francesi"
"Voglio dire agli amici italiani quanto l'Italia sia nel cuore dei francesi, ogni francese si sente vicino all'Italia" ha poi aggiunto Nicolas Sarkozy,
"Francia appoggia Draghi alla Bce"
"Appoggiamo la candidatura di un italiano alla presidenza della Bce. Non lo facciamo perché è italiano ma perché è una persona di grande qualità. In più è italiano", ha detto Sarkozy, aggiungendo che si tratta di un "ottimo segnale per tutti gli italiani che pensano di mettere in dubbio il ruolo italiano nell'Ue".
