"come il vietnam"

Libia, invio istruttori bocciato dalla Russia

Il ministro Lavrov: "E' l'inizio di un'operazione di terra nel Paese"

21 Apr 2011 - 21:47
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 © Ap/Lapresse

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Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha criticato l'invio di istruttori occidentali in Libia, sostenendo che questo segna l'inizio di un'operazione di terra nel Paese. "Riteniamo che operazioni del genere siano rischiose e dalle conseguenze imprevedibili", ha spiegato il ministro, sottolineando (con evidente riferimento al Vietnam) come "Ci sono stati altri casi cominciati con l'invio di istruttori militari e trascinatisi per anni".

Non piace dunque a Lavrov la decisione, presa da Italia, Francia e Gran Bretagna, di inviare istruttori militari al Consiglio nazionale di transizione. La storia, ha precisato Lavrov, è in questo senso "piena di precedenti".

"Si parte con l'invio di istruttori militari - ha spiegato ancora il ministro - e ci si trascina per anni, con la morte di centinaia, migliaia di persone da entrambe le parti".

La Russa: istruttori, non consiglieri militari
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha comunque precisato i termini della scelta italiana dicendo che i dieci istruttori che saranno inviati, non necessariamente carabinieri, "non hanno niente a che vedere con i consiglieri militari".

"Sono semplicemente degli istruttori - ha precisato - cioè delle persone che danno nozioni di come un soldato deve muoversi e deve usare gli strumenti a sua disposizione, né più né meno". Quanto ai tempi della loro partenza, La Russa ha spiegato che "è troppo presto per dirlo", visto che sono passate appena 24 ore dalla decisione.

Minacce da Tripoli
E se la Russia si limita a "criticare" l'invio degli addestratori, da Tripoli arrivano vere e proprie minacce nei riguardi del nostro Paese. La tv di Stato libica ha infatti tuonato mettendo in guardia Italia, Gran Bretagna e Francia proprio per la decisione di inviare addestratori e consiglieri militari in Libia. "Questi Paesi devono stare attenti alle conseguenze", dice una nota del ministero degli Esteri di Tripoli letta da un annunciatore della tv al Jamahiriya. Poco dopo l'annuncio, uno shaykh religioso musulmano ha definito "Stati neocrociati" l'Italia e gli altri Paesi coinvolti nella guerra in Libia.

Usa: né truppe né istruttori ai ribelli
Gli Usa, intanto, all'indomani della telefonata del premier David Cameron, che mercoledì sera ha contattato Silvio Berlusconi e Barack Obama, hanno confermato che non invieranno né truppe di terra né istruttori militari in rinforzo dei ribelli. "C'è la volontà di aiutarli a organizzarsi meglio ma non prenderemo parte a questa operazione", ha spiegato il segretario di Stato Hillary Clinton. In precedenza la Casa Bianca aveva precisato che non ci sono piani al momento per l'invio di soldati statunitensi sul campo; ma Barack Obama aveva espresso il suo sostegno alla decisione degli alleati di inviare addestratori per i combattenti anti Gheddafi.

Usa: invieremo droni armati in Libia
Gli Stati Uniti invieranno droni armati sopra la Libia. Lo ha confermato il ministro della difesa americano, Robert Gates, parlando di un "contributo modesto" nell'ambito degli sforzi della coalizione internazionale. L'invio degli aerei senza pilota 'Predator', ha sottolineato Gates, è stato autorizzato dal presidente Barack Obama. L'uso dei droni consentirà di effettuare attacchi più precisi contro le forze di Gheddafi.