Incontro alla Farnesina tra il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il rappresentante della politica estera del Consiglio nazionale transitorio libico, Ali al Isawi. I ribelli chiedono finanziamenti ma anche "un'azione più efficace da parte della Nato", oppure la possibilità di essere aiutati con la consegna di armi. L'Italia: "Li appoggeremo".
Roma ha assicurato il suo "forte appoggio" al Consiglio Nazionale di Transizione libico. E' quanto emerso dopo l'incotnro di stamattina.
Altri morti a Misurata
Una bambina di tre anni e altre 12 persone sono rimaste uccise oggi a Misurata negli scontri tra gli insorti e le forze governative che stanno cingendo d'assedio la terza città della Libia da oltre un mese. Lo hanno reso noto testimoni sul posto citando fonti mediche locali in dichiarazioni per telefono all'agenzia Reuters.
"Più bombardamenti? Italia perplessa"
Dinanzi poi alla richiesta di un coinvolgimento più attivo nei bombardamenti contro la Libia, l'Italia ha ribadito le sue perplessità. "Noi abbiamo espresso perplessità che derivano dalla nostra storia - ha sottolineato il titolare della Farnesina - . Abbiamo già messo a disposizione strumenti fondamentali, ma in ogni caso sarà in sede di governo che affronteremo questo tema ed anche con la Nato".
Frattini ha poi rivendicato l'impegno già messo in campo dall'Italia. "A livello unilaterale stiamo facendo moltissimo, anche in termini umanitari", ha ricordato.
"Fermare il massacro a Misurata"
La comunità internazionale fermi il massacro di civili a Misurata, città sotto l'assedio delle forze di Muammar Gheddafi che "preparano un attacco devastante nelle prossime ore" e "vogliono impedire con la forza l'arrivo di aiuti umanitari". Lo si legge in un comunicato ufficiale del Comitato nazionale transitorio libico.
"La Nato sta lavorando bene"
La Nato "sta lavorando bene, non possiamo dire che non sta lavorando bene", lo ha detto in serata Frattini, lasciando il consiglio esteri a Lussemburgo.
"Risoluzione Onu non esclude armi"
L'Italia ritiene che la risoluzione 1973 delle Nazioni Unite, che impone l'embargo delle armi contro la Libia, "non escluda" la consegna di armi ai ribelli "qualora siano armi di difesa", ha spiegato il ministro degli Esteri al termine del Consiglio Esteri della Ue. Frattini ha precisato che si tratta di "una valutazione personale" e che la questione va dibattuta con i partner.
