la diplomazia si muove

Libia, l'Italia riconosce Consiglio di Transizione

Frattini:"Potremmo dare armi al popolo"

04 Apr 2011 - 23:50
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 © Ap/Lapresse

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"Abbiamo deciso di riconoscere il Consiglio Nazionale di Transizione libico come unico interlocutore legittimo della Libia per le relazioni bilaterali". Ad annunciarlo il ministro degli Esteri, Franco Frattini, il quale, incontrando alla Farnesina il responsabile per la politica estera del Consiglio Nazionale di Transizione libico, Ali al Isawi, ha sottolineato come la risoluzione dell'Onu "non impedisce" di fornire armi ai ribelli.

Torna in pubblico Gheddafi
La tv di Stato libica ha mostrato Muammar Gheddafi che saluta i suoi sostenitori dal mega-bunker di Bab al Aziziya.

Embargo Libia,trovate armi su barca
Un solo caso "sospetto" di imbarcazioni con a bordo armi destinate alla Libia, dall'avvio dell'embargo. E' quanto fa sapere l'ammiraglio Rinaldo Veri, responsabile del comando navale della Nato per il Mediterraneo. "Abbiamo avuto un solo episodio ambiguo ed è successo ieri - ha spiegato - con un rimorchiatore d'altura, battente bandiera libica". "Ma era un falso allarme - ha aggiunto Veri -, si trattava infatti di armi per la difesa personale".

Libia, 9 nazioni in piano embargo
Passano a nove le nazioni che partecipano al Comando marittimo per l'embargo delle armi in Libia, legato al piano Unified Protector. Anche i Paesi Bassi, accanto a Belgio, Canada, Grecia, Italia, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti d'America, fanno ora parte delle operazioni. E' quanto fa sapere l'ammiraglio di squadra Rinaldo Veri, responsabile del comando navale della Nato per il Mediterraneo, nel corso di una conferenza stampa a Napoli.

"Stop bombe o Bengasi senz'acqua"
Si fermino i bombardamenti degli "aerei invasori", oppure molte città libiche, compresa la capitale dei ribelli, Bengasi, resteranno senza acqua: è questo l'avvertimento del ministero libico dell'Agricoltura, il quale fa sapere che le infrastrutture e le condotte del Grande fiume artificiale, un acquedotto che porta sulla costa le "acque fossili del Sahara", rifornendo il 70% degli abitanti, corrono gravi pericoli proprio in seguito ai bombardamenti.

Libia, Misurata ancora bombardata
Forze fedeli al leader libico Muammar Gheddafi hanno attaccato, con colpi di artiglieria e mortai, quartieri residenziali della città di Misurata. Lo riferisce un portavoce degli insorti. La località, considerata strategica, da tempo è al centro di violenti scontri tra i ribelli e l'esercito governativo.

Frattini: proposte di Gheddafi non credibili
"Le proposte per uscire dalla crisi" di Muammar Gheddafi illustrate dal suo emissario ad Atene "non sono credibili", ha poi spiegato il titolare della Farnesina aggiungendo che verranno utilizzati "voli italiani per trasportare i feriti dall'ospedale di Misurata e una nave ospedale".

CNT: "Grazie Italia"
"Voglio ringraziare l'Italia per il suo sostegno alla rivoluzione in Libia e per aver contribuito a raggiungere la decisione di realizzare la no-fly zone". Lo ha detto il capo del Consiglio nazionale transitorio libico Mustafa Abdul Jalil. "Con il nostro inviato a Roma chiediamo che l'Italia abbia una grande ruolo nell'ambito della missione Nato" per proteggere il popolo libico, ha aggiunto.

Jalil ha inoltre espresso anche apprezzamento per "l'importante lavoro che stanno svolgendo le basi dell'aeronautica militare italiana nella protezione e nel controllo del nostro territorio e del nostro popolo".