Le forze di sicurezza siriane hanno aperto il fuoco contro alcuni manifestanti a Samnin, nel sud della Siria, uccidendo almeno 55 persone. Samnin, luogo degli scontri, si trova nei pressi di Daraa, nel Sud della Siria, epicentro delle proteste anti-regime. A riferire degli spari sono stati alcuni testimoni oculari, citati dalla televisione panaraba Al Arabiya.
Ammar Abdelhamid, noto attivista e dissidente siriano in esilio che trasmette su Twitter, afferma che Latakia, capoluogo della regione alawita e porto a Nord-Est di Damasco, è stata teatro di scontri tra residenti che scandivano slogan per "la libertà" e agenti governativi in divisa e in abiti civili.
Episodi analoghi, riferisce Abdelhamid, si sono registrati anche a Sleibe, sobborgo di Latakia, e nella località costiera di Jabla (a Sud del capoluogo della regione), città natale di numerosi rappresentanti alawiti del regime siriano, al potere da quasi mezzo secolo.
Brucia il simbolo di Assad
I manifestanti hanno appiccato il fuoco alla statua dell'ex presidente Hafez al Assad nella piazza di Daraa, nel Sud della Siria. Lo affermano testimoni citati dalla Reuters. Hafez al Assad è il padre dell'attuale presidente Bashar e ha preso il potere nel Paese con il sostegno delle forze armate nel 1970.
