Il presidente siriano Bashar al Assad ha dato ordine a una speciale commissione di preparare un piano di intervento contro la corruzione, per innalzare i salari dei dipendenti pubblici, distribuire sussidi in ambito sanitario e per creare nuovi posti di lavoro per i giovani. Sono questi i punti del pacchetto di riforme sociali per cercare di sedare la rivolta nel Paese. Assad ha anche chiesto di intervenire sui partiti e sulla stampa.
In risposta alle proteste esplose a Daraa, città della Siria meridionale, il presidente Bashar al-Assad ha disposto l'adozione di "una nuova legge sui partiti e sulla libertà di stampa", "l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici", interventi per "aumentare i posti di lavoro per i giovani", e il "rafforzamento del sistema giudiziario". Lo ha annunciato Bushaina Shaaban, consigliera del presidente al-Assad, in una conferenza stampa trasmessa in diretta tv.
Scarcerati tutti i militanti
Le autorità siriane hanno scarcerato tutti i militanti arrestati durante i "recenti avvenimenti". Lo ha riferito la tv di Stato, poco dopo l'annuncio delle misure per "riforme politiche e sociali" nel Paese ordinate dal presidente. Poco prima un gruppo per la difesa dei diritti umani aveva denunciato l'arresto dell'attivista Mazen Darwish, capo del Centro siriano per le libertà di espressione.
Daraa, migliaia di persone in piazza
Migliaia di persone sono scese nuovamente in piazza a Daraa inneggiando alla "libertà" e alla "rivoluzione" nonostante l'annuncio delle riforme fatto dal presidente, Bashir el Assad. Un testimone ha riferito che la zona della moschea di Omari, nella città vecchia, è stata invasa da una grande folla. Proprio lì, nei giorni scorsi, le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sui manifestanti facendo diverse vittime.
"Escluso l'intervento di Hezbollah nei disordini"
"E' escluso il coinvolgimento di elementi iraniani e di Hezbollah negli scontri con i manifestanti" scesi in piazza nei giorni scorsi a Daraa. Lo ha affermato Bushaina Shaaban dopo che nei giorni scorsi si era parlato di vetture con targhe iraniane e libanesi avvistate nei luoghi degli scontri che hanno portato alla morte di alcune decine di manifestanti.
"Mai ordinato di sparare sulla folla"
Per quanto riguarda gli scontri, Assad, tramite la portavoce, ha detto di non aver "mai dato l'ordine di sparare contro i manifestanti" di Daraa. La Shaaban ha parlato di "manifestazioni con poche decine di persone ingigantite dalla stampa israeliana e da quella occidentale solo perché la Siria difende la resistenza" contro Israele. "Non ci sono reali divergenze tra il popolo e il governo", ma - ha precisato la consigliera di Assad - "il presidente non sottovaluta l'importanza richieste del popolo" nè "il sangue che è stato versato".
