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Afghanistan, esplosione davanti a una scuola femminile: almeno 55 morti

Unanime la condanna internazione: "E' stato un attacco vile e barbaro". Molte vittime sono studentesse tra 11 e 15 anni

Autobomba davanti a una scuola femminile a Kabul: è strage

Almeno 55 persone sono morte e decine sono rimaste ferite in un'esplosione avvenuta davanti a una scuola femminile, a Kabul. Lo riferisce il governo, precisando che nella tragedia sono rimasti coinvolti diversi studenti. La deflagrazione è avvenuta mentre i residenti stavano facendo acquisti per l'approssimarsi della festa che segnerà la fine del Ramadan, la prossima settimana. Molte vittime sono alunne di età compresa fra 11 e 15 anni.

Non c'è finora stata alcuna rivendicazione e i talebani hanno negato ogni coinvolgimento. L'esplosione è avvenuta nel distretto di Dasht-e-Barchi, a
ovest della capitale afghana. L'attacco è avvenuto nella stessa zona colpita da un attacco dell'Isis contro la maternità gestita da Medici Senza Frontiere nel giugno 2020. "Ho visto corpi insanguinati in una nuvola di fumo e polvere, mentre alcuni dei feriti urlavano", ha raccontato Reza, che è sfuggito all'esplosione. "Ho visto una donna cercare la figlia tra i cadaveri", ha aggiunto. "Ha poi trovato uno zaino che era della figlia ed è crollata".

 

"Attacco vile e barbaro" - A causare l'esplosione sarebbe stata un'autobomba fatta detonare proprio mentre le ragazze uscivano dalla scuola, seguita dal lancio di due razzi. Sdegno e cordoglio per l'attentato sono state espresse dalla missione Ue in Afghanistan e dalla Missione di assistenza delle Nazioni Unite nel Paese, mentre gli Usa hanno condannato l'attacco. "Gli Usa condannano il barbaro attacco ad una scuola
femminile a Kabul, in Afghanistan" e chiedono di "mettere fine immediatamente alle violenze e di colpire assurdamente civili innocenti", ha detto il portavoce del dipartimento di stato Usa, Ned Price. Il ministero dell'Interno afghano ha annunciato di aver aperto un'inchiesta per terrorismo.

 

Dopo un anno dagli accordi fra Stati Uniti e talebani, siglati a Doha lo scorso 29 febbraio, e dopo diversi mesi di negoziati con il governo afgano, non c'è stata nessuna tregua per la popolazione afgana, sottolinea l'ong: secondo la missione delle Nazioni Unite Unama, il numero delle vittime civili nel primo trimestre del 2021 e' gia' tornato ai livelli del 2019, cancellando le speranze suscitate dalla diminuzione delle violenze registrata a inizio 2020. 

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