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The Last of Us, la dolcezza e la violenza

Le vicende di Ellie spiccano ancora una volta nellʼambito di una conferenza E3 di grande spessore

Un bacio tra due ragazze, appassionato, d’amore. Dopo un ballo lento, in mezzo a una festa, mentre fuori il mondo lotta per sopravvivere all’epidemia zombie che ha decimato l’umanità. Tocca alla PlayStation 4 aggiungere un altro pezzo al puzzle che sta trasformando i videogiochi da un hobby per “ragazzini” ad un’industria di intrattenimento adulta, con tematiche mature e contenuti non più basati solamente sull’azione, ma sulla riflessione.

Lo fa con The Last of Us - Part II, sicuramente la punta di diamante dell’evento che, all’E3 di Los Angeles, non ha fatto altro che consolidare la sua posizione di leader del mercato, con poche novità presentate ma una qualità generale davvero di alto livello. Il bacio tra Ellie e una misteriosa ragazza si interseca con i ricordi di lei e la spietata lotta per la sopravvivenza che la vede combattere, in questo trailer, non tanto con gli zombie ma con esseri umani capaci di tutto. Un’altra metafora della società che non manca di ricordare come i videogame siano davvero entrati in una fase matura, dove l’amore gay non è certo un tabù, così come la violenza è spesso un utile strumento per raccontare altro.

Una presentazione, quella di Sony, del tutto particolare. Nessuno sul palco, nessun dato, nessuna informazione che non fosse una serie di trailer di altissima qualità. Come dire: “Per noi parlano i nostri i giochi”. E allora, dopo The Last of Us II, è stato il turno di Ghost of Tsushima, gioco d’azione ambientato nel Giappone feudale, su di un’isola invasa dalle truppe mongole. Eccezionale la qualità della grafica, con delle ambientazioni mozzafiato e un numero di poligoni in movimento davvero altissimo. Si è vista anche tanta azione, con combattimenti ovviamente all’arma bianca che hanno ricordato molto alcune scene di film come i Cinque samurai. Uscirà, come probabilmente The Last of Us II, nel 2019.

L’altra esclusiva che invece è in pista di lancio è Spider-Man, in arrivo a settembre. Il nostro Uomo Ragno di quartiere, ormai si è capito, è pronto per quello che promette di essere il miglior videogioco legato a un supereroe insieme alla serie di Batman creata da Rocksteady. L’azione sembra molto divertente, con i superpoteri al servizio della giocabilità e una presenza piuttosto corposa di supernemici, da Electro a Rhino.

In molti pensavano che questo sarebbe stato l’E3 di Hideo Kojima, forse uno dei pochi creatori di videogiochi idolatrato come una star del cinema da una schiera di appassionati. Il suo primo prodotto indipendente, Death Stranding, è sul palco da ormai tre anni, ma, a parte gli attori coinvolti nel progetto, si capisce poco. E nessun dubbio è stato risolto, nonostante si siano viste delle scene prese dal gioco che in qualche modo avrebbero dovuto spiegare di che diavolo si tratti. Ma, per ora, sembra più il simulatore di un Pony Express, con il protagonista costretto a portare pesanti casse e anche un corpo umano su impervi pendii. Insomma, va bene la critica sociale al modello delivery che tanto ha fatto parlare di sé qui in Italia, ma forse dopo tre anni sarebbe stato il caso di offrire qualche elemento in più alla folta schiera di appassionati.

Per fortuna non è mancato il contorno a questo ricco piatto. L’annuncio di Nioh 2, soulslike ambientato in un Giappone feudale invaso dagli spiriti, è stato molto apprezzato, così come il remake di Resident Evil 2, altro classico che vivrà una seconda giovinezza su questa generazione di console. Prima volta per Control, nuovo gioco del talentuoso studio Remedy che appare quasi un seguito di Quantum Break, mentre torna anche sul palco Sony Kingdom Hearts III, questa volta mostrando il mondo dei Pirati dei Caraibi.

Insomma, tanta carne sul fuoco, completata dagli annunci dei giorni scorsi, tra i quali i dettagli di Days Gone, anche se manca completamente un nuovo gioco, cosa alla quale invece eravamo abituati. Fuori dalla presentazione anche il remake di Final Fantasy VII, che sta diventando una barzelletta, Shenmue 2 e Medievil, probabilmente tutti ancora molto indietro con lo sviluppo. O semplicemente ritenuti non necessari. Perché alla fine, basta guardare il bacio di Ellie o l’erba di Ghost of Tsushima per rendersi conto che i videogiochi sono sempre più qualcosa di importante, grande e dalla qualità così alta che non servono mille titoli, ma basta la qualità di pochi per soddisfare il pubblico. Come già dimostrato da God of War o Detroit.

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