DENUNCIA AMBIENTALISTA DI CLIENTEARTH

Lombardia ricca ma irrespirabile: dall'Inghilterra la denuncia al Tar

La Regione è tra le più inquinate d'Europa. La ong britannica ClientEarth lancia l'allarme e chiede di rivedere il Pria per la qualità dell'aria

22 Feb 2017 - 09:42
 © Sito ufficiale

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Il Pria, Piano degli interventi per la qualità dell'aria approvato nel 2013, è "inadeguato" e deve essere revisionato. È quanto sostiene la ong britannica ClientEarth che ha fatto ricorso al Tar definendo la Lombardia "un caso paradossale: una delle Regioni più ricche e tra quelle che meno investono". Quando di investimenti se ne dovrebbe parlare dato che alla fine del 2016 Milano e molte altre città lombarde hanno riconfermato gli sforamenti nelle polveri sottili, tra i più alti in Europa.

La prima iniziativa legale della ong è partita il 20 febbraio quando è stato notificato al governatore Roberto Maroni e all'assessore all'Ambiente Claudia Maria Terzi il ricorso al Tar della Lombardia. Si sono unite a ClientEarth le associazioni italiane Cittadini per l'Aria e Aipi (Associazione ipertensione polmonare).

I dati - Secondo il rapporto 2016 dell'Agenzia europea dell'ambiente, il nostro Paese è al secondo posto, dopo la Germania, nella classifica Ue sul numero di morti premature attribuibili all'esposizione al particolato sottile (Pm2,5) e il primo per i danni alla salute derivati dal biossido d'azoto. Nei soli primi 25 giorni di gennaio sette città italiane hanno registrato oltre 15 giorni di superamento del limite giornaliero previsto per le polveri sottili.

ClientEarth - La ong britannica è stata fondata nel 2008 dall'avvocato-filosofo James Thornton, 62 anni, considerato, secondo la rivista "New Statesman", "una delle dieci persone in grado di cambiare il mondo". Il suo obiettivo è la difesa dell'ambiente attraverso battaglie giuridiche in tribunale contro le amministrazioni europee che non rispettano la Terra. Tra le varie attività, la ong ha portato avanti campagne contro le centrali a carbone e a protezione del mare. L'Ue è stata più volte presa di mira per la scarsa trasparenza sul tema dell'inquinamento.

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