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Green, l'esperto: "Impariamo il rispetto e la solidarietà dalle piante"

Emanuele Senesi, giardiniere appassionato da 32 anni, a Tgcom24 racconta i benefici e la lezione che il mondo vegetale può darci, soprattutto oggi in un momento di grandi fragilità e paure

In un periodo in cui sono emerse tutte le fragilità dell'essere umano sono le piante a poterci offrire una lezione di vita. Basta avere la sensibilità di osservare il rispetto che il mondo vegetale possiede, che è la chiave di volta per la sopravvivenza tra specie diverse: poiché senza rispetto non può esistere la solidarietà e senza solidarietà non ci può essere benessere. Ne è più che convinto Emanuele Senesi, giardiniere brianzolo che ha fatto del suo lavoro una passione, che lo ha ripagato in 32 anni di attività di grandi benefici e soddisfazioni.

La voce pacata, energica, da perfetto equilibrista del verde rivela la forza di Emanuele Senesi, designer di giardini pubblici e privati, che a TgCom24 spiega il potere del mondo vegetale. E se in Giappone ha preso piede l'usanza da parte dei medici di prescrivere passeggiate nei boschi ai propri pazienti, Senesi ci conferma che non esiste stanza di terapista migliore che quella illuminata dal sole, all'aria aperta e circondata di piante. I giapponesi fanno bene poiché "le piante hanno il potere di distrarre e attrarre la nostra attenzione in positivo. Distrarre per le varietà di forme e colori, di profumi. Sono tantissimi rispetto a quelli di una stanza di un terapista. Al contempo sentire e osservare il vento che muove le frasche, il verde lussureggiante. Sono tutte situazioni che ci aiutano a essere più rilassati, più ben predisposti a quello che ci circonda. Ed è proprio quello che succede a noi che lavoriamo nel verde", osserva.


Come nel suo lavoro si manifestano questi benefici?

Ti posso dire che mi sono accorto che in 32 anni di lavoro ho avuto tantissimi collaboratori e alcuni sono portatori di handicap e in generale persone che hanno problemi di vario genere. Mi sono accorto che tra i miei collaboratori quelli che interagiscono meglio sono quelli che hanno problematiche perché il verde li aiuta a essere sereni, li aiuta a sentirsi operativi, perché tutto quello che fai è frutto del tuo impegno e frutto della tua capacità. Non c'è niente di scontato, non è come lavorare con una macchina, non è un lavoro ripetitivo: una volta lavori in piana, un'altra volta in pendenza, ci vuole l'equilibrio, ci vuole tensione. Le nostre sensorialità personali vengono messe in movimento sempre e sono più che convinto che davvero è un lavoro che possa portare benefici psicologici. Poi magari come tutti i lavori ci sono anche le giornate che non vanno come si vorrebbe. 


Le piante quindi possono essere un aiuto contro l'isolamento?
Senza ombra di dubbio. Il problema è che determinati piaceri la natura ce li propone quotidianamente. Tutto quello che stiamo riscoprendo adesso, ce l'abbiamo sempre avuto a portata di mano, solo che la nostra vita frenetica non ci permetteva di assaporarli e ho paura che quando si tornerà alla nostra vita di sempre, magari la pianta particolare che abbiamo apprezzato nel parco non la riusciamo più a vedere.
Purtroppo non riusciamo ad apprezzare a pieno quello che abbiamo perché corriamo appresso ai nostri impegni quotidiani. Finché eravamo costretti a casa ci guardavamo meglio intorno. 

 

Nel lockdown avete lavorato di più o di meno?

Abbiamo lavorato bene anche nel periodo del lockdown, perché la natura non si ferma, a prescindere da tutto le piante vanno curate, potate, l'attenzione per le piante è come quella per le persone, sono esseri vivi, bisogna avere rispetto e l'attenzione che meritano. Per lo più abbiamo portato sui terrazzini cittadini strutture per le piante aromatiche, per le primule, per i fiori di primavera.

 

Ha consigli da dare sul tipo di pianta da scegliere?

Quello che posso consigliare e di stare un po' più attenti al nostro io, piuttosto che guardare quello che ci fa stare bene spesso guardiamo le mode, ma invece non è quello di cui abbiamo bisogno. Una margherita raccolta o un tarassaco, sono le cose che ci fanno più star bene. In casa va bene tutto quello che può essere verde e che sentiamo 'nostro'.

 

 

A proposito di tarassaco, ho letto che è un potente anti-infiammatorio e in questo periodo di epidemia...
Il tarassaco, come l'echinacea, è una pianta che ha caratteristiche curative, è una pianta officinale, come tantissime piante. Alcune più di altre e vengono utilizzate per medicinali o come essenze aromatiche. Le piante e i fiori dovrebbero essere alla base della vita quotidiana.

 

Ha una voce così energica, parla con una tale passione e convinzione.

Sono 32 anni che faccio questo lavoro, ho iniziato che avevo 19 anni e adesso faccio ancora questo lavoro con grande soddisfazione, con grande impegno e buoni risultati, con piacere, con la voglia di migliorare. 

 

Un lavoro che consiglierebbe a un giovane?
Assolutamente. E' un lavoro bellissimo. D'inverno la pioggia, devi coprirti, d'estate col caldo, i pantaloncini corti. Sei sempre in movimento. E' un lavoro piacevole, che ti dà spensieratezza, che ti dà soddisfazione. Che ti stimola sempre, bisogna sempre cercare qualcosa di nuovo. Vai a mettere in dimora una pianta di 80 centimetri e poi la vedi alta, grossa, rigogliosa, sono i frutti che ti danno soddisfazione.

 

Dalle piante si può imparare?
Dalle piante dobbiamo imparare. Le piante si rispettano, se tu prendi un bosco, un bosco sta in piedi fondamentalmente anche sotto le avversità perché le piante, una vicina all'altra, si aiutano e si sostengono, si danno forza.

 

Oggi sembra invece regnare la paura dell'altro.

Quello che manca oggi è il rispetto, le paure non portano nulla di produttivo, non bisognerebbe averne. Bisogna avere rispetto perché ciò comporta solidarietà, bisognerebbe imparare a rispettarsi di più dal punto di vista umano e di rapporto reciproco e cercare di aiutarsi e di sostenersi e invece molte volte c'è l'invidia, il menefreghismo.


Per quanto riguarda nevicate e temporali inediti - mi viene in mente l'ultima nevicata di Milano - si può fare qualcosa per rendere più forte il verde pubblico?
L'attenzione per il verde pubblico richiederebbe degli interventi operativi più professionali, in alcuni casi il verde pubblico è un po' bistrattato, molte volte va in competizione la qualità con il prezzo o con la competitività tra aziende, e non gioca mai a beneficio dell'ambiente che ci circonda. E' anche vero che di fronte alle nevicate un po' particolari, ci sta che i rami si rompano e qualche pianta cada fa parte di quella selezione naturale che c'è sempre stata in natura. Bisogna sempre sperare che non ci sia vicino nessuno. 

 

Dove si trova adesso e come possiamo trovarla in Rete per chi volesse un suo intervento?
Sono in Franciacorta, dove stiamo facendo un parco per una attività didattica. Non abbiamo Instagram, ma abbiamo il nostro sito: Senesi Giardini.

 

Qual è la cosa più bella del suo lavoro?

La cosa più bella è quando vedo i miei collaboratori che si aiutano, che vanno d'accordo, che si spalleggiano. Sono le cose che fanno più piacere. Non si lavora solo per i soldi, ma per il piacere di vedere queste situazioni. E' un lavoro piacevole che ci aiuta a vivere bene.

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