In Italia si butta il 20% dell'acqua disponibile
Ma la situazione può migliorare anche grazie al coinvolgimento dei cittadini
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Il 20 per cento dell'acqua disponibile in Italia non viene utilizzata. Uno spreco che danneggia l'ambiente e causa una penuria idrica endemica in diverse località del Paese. Per ovviare alla dissipazione dell'oro blu, l'Assemblea nazionale delle acque ha proposto quattro misure: attuare alle direttive europee, reperire le risorse necessarie per le infrastrutture, migliorare le prestazioni ambientali e coinvolgere i cittadini.
Risorsa sciupata - Nel nostro Paese sono disponibili 52 miliardi di metri cubi di acqua, di cui l'80% effettivamente utilizzata. Di questa, il 50% è impiegata in agricoltura, il 15-20% per uso domestico, il 30-35% per uso energetico industriale. Ma l'Italia è anche il Paese delle perdite di rete oltre il 35%, delle fogne che ancora mancano per il 15% degli italiani, dell'allarme depurazione per un italiano su tre, della carenza idrica soprattutto al Sud.
Quattro step per non sprecare - Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile ha detto: "E' necessario introdurre profonde innovazioni normative, amministrative, tecniche e produttive nel sistema di tutela e gestione delle risorse idriche. E' una straordinaria opportunità di sviluppo e l'annuncio di un Piano da parte del ministro Orlando va nella giusta direzione". Per quanto riguarda la prima delle proposte, le direttive Ue, serve "aggiornare, integrare, e adeguare le norme nazionali". Il capitolo risorse parla di una stima di 66 miliardi in 30 anni, con un effetto sull'occupazione compreso tra i 150 mila e i 200 Mila posti di lavoro, attraverso la qualificazione dell'uso dei Fondi strutturali 2014-2020. Sotto l'aspetto ambientale bisognerebbe valorizzare il risparmio idrico con i certificati blu, incentivi per chi usa le acque reflue depurate, portare le perdite non oltre il 20%. Poi, pensare a un Piano di comunicazione per i cittadini, con l'inserimento della sostenibilità delle acque nei programmi scolastici e universitari.
Gianni Squitieri, coordinatore del gruppo di lavoro sull'acqua conclude: "In Italia le risorse idriche sono sufficienti, il problema è la loro gestione. Occorre superare la frammentazione degli enti, evitare iniziative politiche e legislative non coordinate, prevedere incentivi economici, e più attenzione sociale per l'utilizzo di acqua riciclata".
