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Trasferimento della ricchezza generazionale: una sfida fondamentale per i consulenti

Il Great Wealth Transfer Report di Natixis Investment Managers analizza i fattori chiave che contribuiranno a soddisfare le richieste dei beneficiari chiamati a decidere chi gestirà il patrimonio ereditato

16 Apr 2026 - 15:18
Consulente-finanziario-broker-assicurativo

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Il settore della consulenza è destinato a subire una profonda trasformazione alla luce degli oltre 84mila miliardi di dollari destinati a cambiare di mano nei prossimi anni. In questo imponente trasferimento di ricchezza generazionale in cui i beneficiari saranno chiamati a decidere chi gestirà il patrimonio ereditato, il ruolo dei consulenti sarà cruciale. Il Great Wealth Transfer Report di Natixis Investment Managers (Natixis IM) analizza i fattori chiave che contribuiranno a determinare i professionisti capaci di sopravvivere e di prosperare.

UNA SFIDA FONDAMENTALE PER I CONSULENTI
“Il divario generazionale rappresenta una sfida fondamentale per i consulenti. Le differenze tra gli interessi e le esperienze degli investitori comporteranno probabilmente una ridefinizione delle relazioni, una ricalibrazione della strategia di investimento e un ripensamento delle capacità di servizio” ha commentato Alberico Potenza, Country Head Italy, Institutional Market di Natixis IM, secondo il quale la relazione con gli eredi della prossima generazione dovrà andare oltre la pianificazione successoria, guardando a preoccupazioni specifiche, prospettive e, in ultima analisi, alle preferenze in materia di servizi.

I RISULTATI DEL WEALTH TRANSFER REPORT DI NATIXIS IM
I risultati del Wealth Transfer Report di Natixis IM evidenziano che il 46% dei consulenti ritiene questa dinamica una minaccia cruciale per la propria attività e il 33% riferisce già di aver perso asset in misura sostanziale a causa del ricambio generazionale. A tale proposito, il 66% dei baby boomer sono la fascia con la maggior propensione a trasferire la propria ricchezza a un nuovo consulente, mentre gli investitori più giovani tendono maggiormente a confermare i professionisti di fiducia. Infatti il 48% degli investitori della Generazione X (età 46-61) dichiara che non intende modificare i propri asset: la percentuale dei millennial si spinge al 50%, fornendo ai consulenti una probabilità del 50% di conservare gli asset. Una nota di genere: mentre il 47% degli uomini si dichiara propenso a rimanere con il consulente della persona da cui ereditano la percentuale delle donne ‘fedeli’ si ferma al 44%: ovvero il 56% di esse dichiara di voler cambiare.

RICCHEZZA, LE SCELTE DI ASSET ALLOCATION
Per quanto riguarda invece le scelte di asset allocation, i baby boomer sono la fascia più conservatrice, con il 42% che si dichiara disposto ad assumersi dei rischi per ottenere risultati migliori. Sono anche coloro che manifestano la minore propensione agli investimenti in private asset (29%) e criptovalute (16%). Per contro, nel 63% dei casi sono disposti a vincolare il denaro destinato all’eredità in investimenti a più lungo termine mentre nel 52% dei casi temono che gli investimenti passivi non siano sufficienti per evitare perdite.

MILLENNIAL MENO CONSERVATORI
I meno conservatori in termini di propensione all’investimento sono i millennial (30-45 anni), il cui 75% dichiara di voler avere l’opportunità di battere il mercato. Mostrano inoltre un maggiore interesse per i private asset (55%) e il 46% ha già investito in criptovalute. I millennial sono anche predisposti ad utilizzare gli ETF attivi e il 62% vorrebbe avere i propri fondi preferiti disponibili come ETF. Nel mezzo, in termini di predisposizione al rischio, tra le fasce di età si colloca la Generazione X, il cui 63% considera la volatilità un'opportunità per costruire ricchezza. Il 55% ritiene inoltre che investire in private asset rappresenti un buon modo per gestire il rischio nei propri portafogli e il 38% sta pianificando di investire di più, o di iniziare a investire, in criptovalute.

CAMBIA L’INTERESSE PER LA CONSULENZA AUTOMATIZZATA
Nel frattempo, alla luce anche della diffusione dell’intelligenza artificiale, cambia l'interesse per la consulenza automatizzata. “I consulenti che intendono conquistare la clientela mantenendo gli asset esistenti devono confrontarsi con generazioni più esperte in materia tecnologica che nutrono una maggiore fiducia nella tecnologia rispetto alle altre. Il 57% dei millennial e il 49% della Generazione X dichiarano di essere più propensi a ricorrere alla consulenza automatizzata mentre è interessato solo il 34% dei baby boomer. Il potenziale di ritorno ha un ruolo fondamentale, poiché il 56% ritiene che la consulenza basata sull'intelligenza artificiale aumenterà i ritorni” ha concluso Alberico Potenza.