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Rob Waldner (Invesco):”Ecco perché siamo in sovrappeso su euro, yuan cinese e yen”

In un commento sulle prospettive per le principali divise internazionali l'Head of IFI Strategy and Macro Research della casa d'investimento spiega anche il sottopeso sul dollaro statunitense

10 Apr 2026 - 16:59
Close up of one hundred Dollar and 100 Yaun banknotes with focus on portraits of Benjamin Franklin and Mao Tse-tung/USA vs China trade war concept

Close up of one hundred Dollar and 100 Yaun banknotes with focus on portraits of Benjamin Franklin and Mao Tse-tung/USA vs China trade war concept

Con l’aggravarsi delle tensioni geopolitiche, anche alla luce della incerta situazione in Medio Oriente, quali sono le prospettive delle valute internazionali? Ha fornito una sua view Rob Waldner, Head of IFI Strategy and Macro Research di Invesco, che ha rivelato un sovrappeso sull’euro, sullo yuan cinese, sullo yen giapponese e sul dollaro australiano. L’esperto opta invece per un sottopeso sul dollaro statunitense e sulla sterlina inglese.

SOTTOPESO SUL DOLLARO USA
“Manteniamo una posizione strutturalmente sottopesata sul dollaro statunitense rispetto a un ampio spettro di mercati sviluppati ed emergenti. Riteniamo che i rendimenti degli investimenti negli Stati Uniti tendano ad indebolirsi rispetto ad altre regioni mentre dovrebbero aumentare i rapporti di copertura sul biglietto verde tra gli investitori istituzionali internazionali. Per quanto riguarda invece la Fed dovrebbe continuare a tagliare i tassi di interesse per sostenere il mercato del lavoro, anche se l’economia mostra una crescita superiore al trend e un’inflazione elevata” spiega Waldner. Secondo il quale, l’attenzione sarà massima anche sull’operato del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, il cui mandato avrà inizio a maggio.

SOVRAPPESO SULL’EURO
Il manager di Invesco, alla luce dal previsto miglioramento dell’economia europea nel prossimo anno e dalle prospettive di tagli dei tassi da parte della Bce e di misure fiscali in Germania, rivela invece una view positiva sull’euro. Inoltre, mentre i tassi di risparmio a livelli elevati in tutta Europa dovrebbero sostenere i consumi, l’inflazione nell’eurozona è al di sotto dell’obiettivo del 2% della Bce e si prevede che rimanga contenuta nel breve termine. “Desta tuttavia preoccupazione l’apprezzamento dell’euro: se il fixing eurusd superasse quota 1,20, potrebbe mettere in discussione ulteriori tagli dei tassi in quanto un ulteriore apprezzamento della moneta unica potrebbe frenare oltremodo l’inflazione, complicando così il mandato di stabilità dei prezzi della Bce” riferisce Warsh.

YUAN CINESE: SOVRAPPESO
Il manager mantiene anche una posizione di sovrappeso sullo yuan cinese nel medio termine. “Il processo di internazionalizzazione della divisa cinese è in costante miglioramento e le sue quotazioni dovrebbero continuare ad essere sostenute dalla crescita sostanziale del surplus commerciale cinese, dalle consistenti riserve di valuta estera detenute dagli esportatori e dallo sviluppo del sistema di pagamenti transfrontalieri in yuan in Cina” specifica l’Head of IFI Strategy and Macro Research di Invesco.

VIEW COSTRUTTIVA SULLO YEN
Anche sullo yen giapponese la view del manager è costruttiva. Il Giappone dispone ora di un governo stabile con un chiaro mandato a promuovere la crescita economica e a contrastare le preoccupazioni relative al costo della vita. Uno yen stabile è essenziale per il raggiungimento di questi obiettivi, in particolare considerando la sottovalutazione della valuta. “Il fattore chiave che influenza un rialzo sostenuto dello yen rimane il ritmo con cui la BoJ adegua i tassi di interesse, dato il mercato del lavoro robusto e le pressioni inflazionistiche persistentemente forti. Il forte mandato politico del Primo Ministro Takaishi, potrebbe spingere la sua amministrazione a prendere in considerazione tassi di interesse più elevati, specialmente se l’economia continuerà la sua ripresa dal prolungato contesto di bassa crescita e deflazione degli ultimi tre decenni” puntualizza il manager.

SOTTOPESO STERLINA E SOVRAPPESO DOLLARO AUSTRALIANO
Warsh conclude la propria analisi spiegando perché preferisce un sottopeso sulla sterlina inglese e un sovrappeso sul dollaro australiano. “La Banca d’Inghilterra ridurrà i tassi d’interesse in misura maggiore rispetto alle aspettative del mercato per i rischi politici in atto e il loro potenziale impatto sugli asset britannici. I dati macroeconomici continuano a indicare un indebolimento del mercato del lavoro e un calo dei salari nel settore privato, mentre si prevede che l’inflazione scenderà al di sotto dell’obiettivo del 2%. Al contrario la divisa australiana beneficerà di due supporti. La RBA dovrebbe decidere almeno un ulteriore aumento dei tassi nella prima metà del 2026 e, inoltre, l’accelerazione del ciclo delle materie prime dovrebbe favorire il dollaro australiano” argomenta l’Head of IFI Strategy and Macro Research di Invesco.