Rimanere investiti e diversificare, la ricetta giusta di fronte alla volatilità
Capital Group, in un commento di Jared Franz, spiega in 5 punti come bisogna reagire a bruschi cali causati da shock di varia natura, come la crisi ancora in corso in Medio Oriente
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Il conflitto in Medio Oriente ha riportato sotto i riflettori la volatilità, i prezzi del petrolio si sono impennati aumentando il rischio di un rallentamento economico globale causato dalla crisi energetica. Da fine di febbraio al 18 marzo l’S&P 500 ha perso circa il 2,3% mentre il rendimento dei Treasury USA a 10 anni è salito al 4,20% dal 3,94% di prima della guerra. Se lo shock petrolifero dovesse persistere, si potrebbero nutrire dubbi sull’approccio da tenere. Capital Group raccomanda di mettere la volatilità nella giusta prospettiva e in un commento del suo economista Jared Franz, Economista di Capital Group indica come in cinque punti concludendo che bisogna restare investiti con diversificazione tra azioni e obbligazioni.
IL PRECEDENTE DELLA GUERRA IN UCRAINA
In primo luogo, bisogna allargare lo sguardo, anche nel 2022 l’invasione russa dell’Ucraina ha provocato uno shock che ha scosso i mercati e dominato i titoli dei media, e le banche centrali guidate dalla Fed hanno reagito aggressivamente aggravando l’incertezza di investitori già nervosi. Ma dopo una sbandata Wall Street ha messo a segno un forte rimbalzo grazie al raffreddamento dell'inflazione, alla stabilizzazione dei mercati energetici e a utili più resilienti delle attese. Franz osserva che oggi le imminenti elezioni di mid-term potrebbero spingere Trump a concentrarsi su questioni che alimentino l'ottimismo economico.
I MERCATI POI RECUPERANO BEN OLTRE LE PERDITE
Inoltre, è il secondo punto, i mercati di solito si riprendono rapidamente con rendimenti azionari più elevati dopo i ribassi, per cui è meglio rimanere investiti. Ben 38 degli ultimi 50 anni si sono conclusi con rendimenti positivi, e un sell off può creare opportunità, come durante la pandemia. L’esperto di Capital Group fa il caso di Royal Caribbean, che perse l'83% da gennaio a marzo 2020, per poi registrare una ripresa spettacolare cifrata in un rendimento del 334% dal minimo. L’analisi bottom-up, sottolinea Franz, può aiutare a bilanciare la volatilità a breve con la prospettiva a lungo termine.
DIVERSIFICARE SULLE OBBLIGAZIONI DI QUALITÀ
I mercati ribassisti hanno durata relativamente breve, in media 12 mesi, niente se paragonata al mercato rialzista che dura in media 67 mesi. L'attuale aumento dei costi energetici potrebbe pesare su imprese e consumatori, riducendo i margini di molte aziende, ma in passato l'economia ha già sorpreso al rialzo ed è troppo presto per prevedere una diffusa perdita di posti di lavoro, distintiva di una recessione. Il quarto punto è la diversificazione: i rendimenti obbligazionari sono oggi più elevati con un margine di reddito più ampio per aiutare ad assorbire la volatilità in caso di aumento dei tassi, e gli investitori potrebbero limitare i rischi puntando sull’alta qualità.
VINCENTE MANTENERE IL CAPITALE INVESTITO
Infine, secondo l’esperto di Capital Group, mantenere il capitale investito si rivela vincente a lungo termine: dopo la guerra dei dazi lanciata da Trump nella primavera del 2025 l’S&P 500 perse fino al 18,7% ma poi chiuse l’anno in rialzo del 17,9%. Per affrontare la volatilità, gli investitori dovrebbero anche puntare sulla diversificazione tra azioni e obbligazioni, valutando periodicamente la tolleranza al rischio. Nel corso della storia i mercati hanno dimostrato di saper reagire con resilienza di fronte a guerre, pandemie e crisi di altra natura.
