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Mercati tra tassi in aumento, morsa del debito e scommessa dell’AI

Giordano Lombardo, Founder, CEO e Co-CIO Plenisfer Investments SGR, analizza i rischi di stagflazione, le incognite dell’impatto dell’intelligenza artificiale e le conseguenze in termini di strategie di portafoglio

16 Ott 2026 - 09:03
rendimenti obbligazionari

rendimenti obbligazionari

Lo scenario attuale sta attraversando una trasformazione profonda caratterizzata da un Bear Market strutturale dei bond, da rischi di stagflazione ai livelli massimi degli ultimi decenni e le promesse legate alla rivoluzione tecnologica. È quanto emerge dall’analisi di Giordano Lombardo, Founder, CEO e Co-CIO Plenisfer Investments SGR.

RITORNO DEI BOND VIGILANTES E TENSIONI SUL DEBITO
Il fatto più rilevante del terzo trimestre di quest’anno è stato il ritorno dei bond vigilantes cioè gli investitori che vendono massicciamente titoli di Stato per protestare o tutelarsi contro politiche fiscali ritenute insostenibili. Il rendimento del Treasury a 10 anni - benchmark dei bond mondiali - è tornato stabilmente sopra il 5%. Il bond trentennale statunitense ha perso quasi il 10% nel trimestre. Plenisfer Investments SGR spiega che l’aumento dei rendimenti può essere spiegato da diversi fattori come una crescita economica negli USA più forte del previsto. Un altro fattore scatenante l’aumento dei rendimenti è l’aumento della domanda di capitale da parte degli hyperscalers. Quest'ultimi hanno fatto ricorso al mercato delle emissioni obbligazionarie in misura molto maggiore del previsto. Infine c’è la continua crescita dei deficit pubblici, a cominciare da quello USA, che insieme al deficit con l’estero ha raggiunto il livello record del 10%.

PRESSIONE SUI GIGANTI TECH
I principali mercati del reddito fisso hanno registrato performance negative, con l’eccezione di quello cinese. Le ondate di pessimismo sul mercato obbligazionario hanno coinvolto anche il settore della tecnologia.  Emblematico è il caso di Oracle. L'azienda tech a fronte di un ricorso aggressivo al debito ha visto la propria quotazione azionaria scendere di quasi il 50% e i suoi bond decennali cedere il 10% nel trimestre.

IL DILEMMA DELLA FED
A pesare sul calo del prezzo dei bond ci sono state anche le forti oscillazioni nelle aspettative sulla politica della Fed. La ferma determinazione di Kevin Warsh, che si è insediato tra agosto e settembre, di riportare l'inflazione al 2% avrebbe dovuto rassicurare gli investitori. Abbiamo assistito, invece, ad uno spostamento verso l’alto dell’intera curva dei rendimenti, che ha riflesso l’aumento nelle aspettative sul livello dei Fed Funds per i prossimi mesi. La Fed si trova di fronte al dilemma se contrastare l’inflazione o garantire la solvibilità del debito, sia pubblico che privato. Per Plenisfer Investments SGR la Fed tenderà a propendere per la seconda opzione. La priorità assoluta della Fed è, infatti, la tutela della solvibilità del sistema. Di conseguenza, l'inflazione è destinata a rimanere sopra il target del 2% per il resto del decennio.

LA PROMESSA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
In un contesto di inflazione strutturalmente più elevata e rischi di una deriva di  stagflazione, l'unica vera forza deflattiva e di spinta per la crescita è rappresentata dalla promessa di grandi guadagni di produttività innescati dalla rivoluzione tecnologica dell’AI. Il problema è che nel periodo di transizione, come quello in cui siamo, in presenza di un ciclo di investimenti senza precedenti la corsa alla costruzione di infrastrutture rischia di accentuare le spinte inflazionistiche. Un’altra possibilità è invece di segno contrario, ossia, deflattivo, e riguarda il problema del ritorno sul capitale investito modesto rispetto ai trilioni di dollari dispiegati. L'attuale dinamica ricorda il ciclo “boom and bust” delle telecomunicazioni e di internet negli anni ’90. Gli investimenti massicci portarono nel lungo periodo a enormi guadagni di produttività. Nel breve-medio periodo, tuttavia, si creò prima una bolla azionaria accompagnata da rendimenti obbligazionari in forte salita, seguita da un ridimensionamento con conseguenze recessive e deflattive sull'economia mondiale.

LE STRATEGIE DI PORTAFOGLIO
Secondo l’analisi lo scenario di medio termine sarà caratterizzato da tassi di interesse e inflazione strutturalmente più elevati rispetto al passato. Nel breve termine, la situazione fiscale americana ed europea continuerà a pesare sui mercati obbligazionari e sui rendimenti dei bond. Per quanto riguarda i mercati azionari, dobbiamo riconoscere che tali aspettative sono in gran parte dipendenti dalla spesa in conto capitale per AI, e quindi esposte ad un rallentamento della stessa. “Le grandi trasformazioni economiche e tecnologiche oggi in atto continuano a creare opportunità di investimento significative, al contempo aumentando la dispersione tra vincitori e vinti. Rimaniamo quindi convinti che una gestione attiva e libera dai vincoli e dai rischi di concentrazione dei benchmark, sia oggi più indispensabile che mai” conclude Giordano Lombardo, Founder, CEO e Co-CIO Plenisfer Investments SGR.