La Grecia dopo il voto

Il piano di Syriza: rinegoziazione del debito e aiuti per i più poveri

Tsipras ha promesso 300.000 nuovi occupati, in un Paese che dal 2008 ha perso un milione di posti di lavoro

26 Gen 2015 - 17:06
 © ansa

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Syriza ha vinto le elezioni in Grecia. Adesso il partito guidato da Alexis Tsipras è chiamato a centrare un obiettivo, se vogliamo, ancora più difficile: mettere in pratica un programma elettorale incentrato sulla rinegoziazione del debito e su un piano di assistenza sociale per le famiglie più povere e la creazione di nuovi posti di lavoro.

La rinegoziazione del debito non è l'unico proposito di Syriza: in attesa di conoscere l'epilogo della trattativa con le autorità europee, Alexis Tsipras intende sostituire il Memorandum sottoscritto con la Troika (Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e Unione europea) con un Piano di Ricostruzione Nazionale interamente finanziato dall'aumento delle tasse per la popolazione più ricca. Lo scopo: alleviare le condizioni delle famiglie meno abbienti e creare nuovi posti di lavoro dopo anni caratterizzati da politiche d'austerità.

Tra il 2007 e il 2012, secondo l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo (OCSE), il reddito pro-capite greco si è ridotto mediamente di 4.400 euro (circa quattro volte la media della zona euro), rendendo difficile - e in alcuni casi addirittura impossibile - far fronte alle esigenze quotidiane: nel 2014, rilevava l'OCSE, il 17,9% dei greci non poteva acquistare il cibo di cui aveva bisogno quotidianamente (una percentuale superiore a quella di Paesi come Brasile e Cina con reddito pro-capite più basso).

Buona parte della popolazione ellenica è quindi alle prese con una situazione estremamente difficile dovuta, secondo l'OCSE, all'esplosione della disoccupazione (in Grecia la percentuale di chi è alla ricerca di un posto di lavoro si è attestata al 25,7% a settembre 2014, secondo i più recenti dati Eurostat) e ad un sistema di protezione sociale "impreparato" ad affrontare l'emergenza provocata dalla crisi economica e che, dal 2008 in poi, ha subìto una drastica riduzione: nel corso degli ultimi cinque anni, la spesa complessiva per la protezione sociale e sanitaria di Atene è calata del 18%.

Una volta al governo, Tsipras ha promesso quindi la creazione di 300.000 nuovi occupati in tutti i settori dell'economia (privata, pubblica, sociale) coinvolgendo i disoccupati di lunga durata, in particolare i più giovani e quelli con oltre 55 anni (costo stimato: tre miliardi per il primo anno). Quanto basta per recuperare parte dei posti di lavoro persi dal 2008 ad oggi: un milione.

Oltre alzare il salario minimo a 751 euro, che per volere della Troika (Banca centrale europea – Fondo monetario internazionale ed Unione europea) era stato abbassato nel 2013 a 340 euro, Syriza intende ripristinare la tredicesima agli oltre 1,2 milioni di persone che percepiscono una pensione fino a 700 euro mensili (543 milioni) e garantire assistenza medica e farmaceutica sanitaria gratuita a tutti i disoccupati che, fino ad oggi, non ne hanno diritto (350 milioni).

Tutto questo in un Paese dove – come in Italia – non esiste un reddito di cittadinanza e dove nel 2013, secondo un recente report della Caritas, tre milioni e 904 mila persone (il 35,7% della popolazione) era a rischio povertà. Come Tsipras intende agire? Garantendo, ad esempio, elettricità gratuita per tutti i nuclei familiari al di sotto della soglia di povertà (circa 300 mila) e buoni pasto per quelle senza reddito con un costo rispettivo pari a 59,4 e 756 milioni di euro. Ben 54 milioni di euro verranno invece utilizzati, nelle intenzioni, per sostenere un programma di contrasto all'emergenza abitativa, con una consegna (iniziale) di 30.000 appartamenti.