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Bankitalia vede la ripresa, Pil +0,7%

Per via Nazionale bisogna "sfruttare lʼoccasione per un calo del debito". Caso Volkswagen: "Effetti ancora difficili da quantificare"

Bankitalia vede la ripresa, Pil +0,7%

La Banca d'Italia, nel Bollettino economico, conferma la ripresa in corso e rivede al rialzo le stime del Pil 2015 che potrebbe "rivelarsi lievemente superiore allo 0,7%" stimato a luglio. Via Nazionale, si legge, esorta poi a sfruttare "l'occasione offerta dalle condizioni finanziarie e monetarie eccezionalmente favorevoli e dal progressivo rafforzamento della ripresa" per ridurre il debito.

"Da abolizione tassa casa effetto circoscritto su consumi" - "La graduale riduzione delle imposte è coerente con l'esigenza di diminuire l'elevata pressione fiscale" che frena la crescita, si legge ancora nel documento. Per Bankitalia, "gli interventi più direttamente efficaci sono quelli di riduzione del carico sui fattori della produzione", mentre l'abolizione della tassa sulla casa "potrebbe avere effetti circoscritti sui consumi".

"Incertezze da Cina ma impatto limitato su Italia" - Il rallentamento della Cina e lo scandalo Volkswagen portano incertezze all'economia mondiale ed europea, limitate tuttavia nel primo caso e ancora da quantificare nel secondo. In caso di frenata degli scambi commerciali con Pechino "l'effetto sulle economie avanzate sarebbe contenuto: circa un decimo di punto per l'area dell'euro, lievemente inferiore per l'Italia".

Per Volkswagen effetti ancora difficili da quantificare - Dallo scandalo della casa automobilistica tedesca invece, Via Nazionale vede "effetti, ancora difficili da quantificare che dipenderanno da un eventuale impatto sul settore dell'auto e sul suo indotto, comparti che hanno contribuito in misura notevole alla ripresa ciclica nell'area dell'euro. In Germania il peso del settore automobilistico nel suo complesso rappresentava nel 2013 circa il 18% del valore aggiunto manifatturiero e circa il 4 di quello dell'intera economia; dal 2013 il comparto ha contribuito alla crescita della produzione industriale per circa 1,5 punti percentuali in Italia e in Spagna, per 1,0 in Germania e per mezzo punto in Francia".

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