economia

Unicredit, Profumo:"Mi mandano via"

20 Set 2010 - 19:59
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A poche ore dal cda di Unicredit che dovrebbe sancire le dimissioni dell'amministratore delegato del gruppo per la controversia sugli azionisti libici, lui, Alessandro Profumo, si sfoga. "Mi mandano via" ha confidato ad un amico esprimendogli "la forte amarezza per essere trattato così, dopo 15 anni" di dedizione assoluta alla "sua" banca. "La verità - avrebbe proseguito - è che sono un personaggio scomodo, non faccio parte del sistema".

Il cda si annuncia infuocato dopo la crescita nell'azionariato del gruppo degli azionisti libici (saliti a più del 7,5%) avvenuta all'insaputa del presidente Dieter Rampl, sotto la regia dello stesso Profumo.

Ma lui intende dar battaglia. Profumo avrebbe anche espresso "amarezza" anche per il "rapporto personale con Rampl", andatosi deteriorandosi fino alla rottura. Profumo si rammarica con i suoi dell''incomprensione delle Fondazioni che temono di venir scalzate dai fondi del governo di Muammar Gheddafi, ma riconosce di non essere riuscito a comunicare nei tempi e nei modi giusti le scelte fatte solo nel nome della stabilità della banca. E, spiega alle persone a lui più vicine, "non si capisce" perché "la polemica sui libici si sia spostata a quella sulla redditività". Unicredit, sostiene il suo amministratore delegato, fa meglio dei suoi concorrenti e tenuto conto dei tempi difficili "c'è di che essere soddisfatti".

Secondo altre indiscrezioni, Profumo avrebbe detto: "Sono rientrato sabato scorso dall'America dove ero stato per un road show e nel pomeriggio una parte degli azionisti mi hanno detto che avevano deciso di sostituirmi". "La verità - avrebbe dichiarato Profumo secondo quanto riportato da fonti interne dell'Istituto - è che sono un personaggio scomodo, non faccio parte del sistema, ho rifiutato la Telecom quando al governo c'era il centrosinistra, ho sbattuto la porta dal cda Rcs".

Intanto si apre il toto candidato. A rilevare le deleghe operative sarà il presidente Dieter Rampl. Verrà  supportato dai quattro manager al vertice: Roberto Nicastro, Paolo Fiorentino, Federico Ghizzoni, Sergio Ermotti. Il presidente Rampl, negli ultimi giorni, deve aver preparato accuratamente il passaggio delle consegne confermando accordi blindati con i grandi azionisti del gruppo.

Diversi azionisti avrebbero ormai apertamente chiesto un avvicendamento alla guida della banca di Piazza Cordusio e diversi consiglieri sarebbero pronti a sostenere una eventuale sfiducia in cda. A Profumo, oltre alla mancata comunicazione dei movimenti dei soci libici, sarebbero imputati soprattutto i risultati economici al di sotto delle attese e la perdita di valore del titolo.

Due fattori che stanno svalutando nel tempo gli investimenti fatti. In questo contesto, che le fonti interpellate definiscono "in rapida evoluzione", sarebbero già in corso contatti e consultazioni per arrivare allo show down con un candidato forte da sostenere per l'avvicendamento sulla poltrona dell'a.d..

L'identikit sarebbe quello di un uomo sopra le parti, che abbia consolidati rapporti internazionali e abbia già gestito società complesse come Unicredit, e che, soprattutto, venga accolto con favore dal mercato. Ma, a questo punto, il tempo stringe. E, nonostante il totonomine sia già entrato nel vivo, la strada che sembra più percorribile è quella di soluzione di transizione con Rampl.

Il titolo apre male poi migliora
A Piazza Affari, il titolo Unicredit risente di questo clima di attesa del cda e, nella prima ora di scambi, arriva a toccare anche un ribasso del 2,78% per poi risalire a coprire le perdite sotto il 2%.