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Bce: Italia, no al taglio tasse

Il debito è il più alto dell'area euro

23 Apr 2007 - 20:04

In Italia il debito è il più alto di Eurolandia. E' quindi necessario abbassare la spesa, mentre non è possibile diminuire le tasse. Lo sottolinea la Banca Centrale Europea nel Rapporto annuale del 2006. Nel documento si legge infatti che "il rapporto debito pubblico-Pil dell'area euro è diminuito nel 2006, riflettendo le riduzioni conseguite in gran parte del Paesi, con le eccezioni rilevanti dell'Italia e del Portogallo".

Nel Rapporto si invitano dunque tutti i Paesi di Eurolandia ancora lontani dall'aver completamente risanato i conti a "non sovrastimare il ritmo del risanamento" a causa delle entrate inattese, a non "allentare la politica fiscale" e a procedere, piuttosto, a una "riforma strutturale della spesa" e quindi a una sua "riduzione".

La Bce spiega che nel 2006 "l'evoluzione dei conti pubblici nell'area dell'euro è stata relativamente favorevole". "Tale andamento però" si legge nel Rapporto della Banca centrale "è principalmente il risultato della forte crescita del Pil e di entrate in attese, e solo in piccola parte di un reale risanamento dei conti pubblici". Per questo è necessario "accelerare" e dare la giusta lettura al calo di deficit e debito: infatti, "il miglioramento del saldo strutturale del bilancio" si legge nel Rapporto "potrebbe in parte riflettere le predette entrate inattese e sovrastimare pertanto il ritmo di fondo del risanamento".

Per la Bce, "è quindi indispensabile definire ulteriori misure di risanamento dei conti che siano concrete e credibili e assicurarne la rapida attuazione. Queste avranno maggiori possibilità di riuscita se saranno basate su una strategia complessiva e credibile di medio periodo, incentrata sulla riduzione della spesa anzichè sull'incremento delle entrate". Dunque, bisogna "mettersi al riparo da atteggiamenti di compiacimento", perchè "l'atteso proseguimento della congiuntura favorevole nel futuro prossimo deve essere pienamente sfruttato per raggiungere quanto prima posizioni di bilancio solide e una rapida riduzione del debito pubblico". Questo, "anche in considerazione delle sfide che l'evoluzione demografica pone per la sostenibilità dei conti pubblici".

Del resto, si legge ancora nel rapporto, "l'esperienza pregressa conferma che in una fase congiunturale di ripresa il rischio principale per le finanze pubbliche proviene proprio da un atteggiamento di compiacimento dei risultati raggiunti. E al fine di evitare che si ripetano gli errori del passato e di prevenire l'insorgenza di squilibri macroeconomici, è essenziale che tutti i Paesi si astengano dall'adottare un orientamento pro-ciclico di allentamento della politica fiscale e si impegnino invece a conseguire posizioni di bilancio solide durante l'attuale ripresa".