An Inconvenient Truth
Il climate change visto da Al Gore
"Il tempo della procrastinazione, delle mezze misure, degli espedienti inutili e consolatori, dei ritardi sta per finire. Al suo posto stiamo entrando in un periodo di conseguenze".
Così si è espresso Sir Winston Churchill, negli anni '30, in commento alla riluttanza del popolo inglese nei confronti degli avvertimenti sui pericoli ambientali.
Oggi, a distanza di più di 70 anni, Al Gore, l'ex candidato alla presidenza degli Stati Uniti, ha fatto propria questa massima, provando a diffonderne il messaggio. In seguito alla sconfitta contro George W. Bush del 2000, il già vicepresidente sotto l'amministrazione Clinton, ha infatti deciso di abbandonare la carriera politica per dedicarsi ad un obiettivo che gli sta molto a cuore, quello di difendere il pianeta. Non si tratta di un mero desiderio di ribalta, come si potrebbe sarcasticamente supporre, ma di un serio proposito di divulgazione riguardo la tutela dell'ecosistema.
Nel film-documentario An inconvenient truth, Al Gore rivela che comunicare in modo chiaro quale sia la situazione attuale del nostro pianeta, città per città, famiglia per famiglia, persona per persona, sia a suo avviso il più efficace approccio ad una situazione drammaticamente contingente. E' in questi termini infatti, attraverso una serie di conferenze fatte capillarmente sul territorio americano tra università e teatri, che egli parla del riscaldamento globale, piaga che rischia di creare danni irreversibili alla configurazione della Terra così come la conosciamo. La causa di questo è imputabile allaltissima concentrazione di diossido di carbonio (CO2) presente nell'atmosfera, la più alta negli ultimi 650.000 anni, che fa in modo che vengano intrappolate anche parte di quelle radiazioni solari che dovrebbero essere re-irradiate nello spazio poiché già assorbite dalla crosta terrestre. Ne consegue l'aumento della temperatura, quel global warming che solo negli ultimi 30 anni ha cambiato laspetto di zone montuose e ghiacciai, quali le vette Alpine o la catena dellHimalaya, o ancora ha portato a situazioni per cui, nel raggio di poche centinaia di chilometri, un paese soffra di forte siccità, data la grande evaporazione delle risorse idriche, ed un altro sia sommerso da precipitazioni inaudite, con inondazioni devastanti ed ingenti danni alle aree circostanti.
Albert Gore torna a vestire i panni da politico quando indica come vero freno al cambiamento la mancanza di volontà istituzionale nel tentare di prendere provvedimenti. Tutti gli studi di settore sono unanimi nel riconoscere l'effettiva esistenza del fenomeno del riscaldamento globale, ma rimane da vincere quella schiera che cerca di riposizionare lo stesso come teoria e non come fatto, gettando discredito su scienziati ed esperti che proseguono nel sottolineare quella che sembra essere una scomoda verità. E' necessario investire sulla salvaguardia del pianeta, dice Gore, per fare in modo che l'economia cresca in futuro; non possono essere messi sul piatto della bilancia economia e pianeta, perché se non si investe su questo viene a mancare di conseguenza, in futuro, la crescita dellaltra. Le misure che necessariamente devono essere adottate per scongiurare il peggioramento della situazione prevedono sforzi economici, poiché molte delle attuali tecniche di produzione sono le principali fonti d'inquinamento. Fortunatamente è gia stato mosso qualche passo da aziende che hanno iniziato a dare maggiore peso all'efficienza energetica e allimpatto ambientale di ciò che producono, confermando la necessità di utili nel presente ma allo stesso tempo di investimenti per il futuro.
Gore non si capacita di quale possa essere l'ostacolo che ancora non permette alle persone di rendersi conto che urge un intervento, soprattutto considerando che c'è la possibilità di farlo, e che ne abbiamo i mezzi. La situazione è anche nelle nostre mani, e con scelta e volontà di risparmio energetico, possiamo davvero contribuire a rendere questa battaglia un successo: è possibile ridurre le emissioni di CO2, ed è possibile evitare un destino che per i più pessimisti sembra ineluttabile. Considerare insignificante l'azione del singolo uomo d'innanzi alla grandezza della Terra è un errore, è il momento di agire per rendere inoffensiva la minaccia del riscaldamento globale, per fare in modo che le parole di Sir Winston Churchill non siano state spese vanamente. Gli errori del passato hanno portato alla situazione attuale, non l'abbiamo chiesto, ma è quello che abbiamo, e non possiamo più concederci il lusso di non prenderne atto e reagire. An Inconvenient Truth è il piccolo ma fondamentale passo di uno degli uomini più influenti e conosciuti degli Stati Uniti, verso un cammino, all'apparenza ostico, che in un futuro ci porterà a guardare i nostri figli negli occhi senza aver paura che ci ricordino della pesante eredità che gli abbiamo lasciato: un pianeta irrimediabilmente malato al quale abbiamo negato le cure per troppo tempo.
____________________________________________________________________________________________ Al Gore è stato senatore del Tennessee, 45° vice presidente USA dal 1993 al 2001 sotto lamministrazione Clinton e candidato del partito democratico alle presidenziali del 2000. E attualmente presidente del canale televisivo open-source Current Tv, fa parte del consiglio di amministrazione della Apple Inc. ed è senior advisor nel consiglio di amministrazione di Google. Recenti sondaggi sulle prossime primarie democratiche condotti sulla popolazione americana lo vedono come il terzo nome più plausibile per la Casa Bianca, subito dopo Hillary Clinton e Barak Hussein Obama. Questo nonostante Gore abbia più volte affermato in via ufficiale di non voler correre per la presidenza.
