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Banche, con fusioni 11mila esuberi

Solo da Intesa-San Paolo 9mila tagli

21 Dic 2006 - 10:54

Si preannuncia un 2007 difficile, molto difficile per i dipendenti bancari. E' l'effetto del risiko di questi ultimi mesi sul personale degli istituti di credito: gli esuberi toccheranno quota 11mila. Una cifra di gran lunga superiore alle più pessime previsioni. E a pagare il prezzo più alto saranno i dipendenti di Intesa e San Paolo, dove i tagli al personale potrebbero arrivare a quota 9mila.

Oltre alle 5.200 uscite già comunicate con l'approvazione del progetto di fusione tra l'istituo guidato da Corrado Passera e la banca torinese, i vertici del nuovo soggetto, secondo le stime dei sindacati, potrebbero annunciare altri 3 o 4mila esuberi contestualmente al lancio del piano industriale.

A questi circa 9mila tagli vanno aggiunti i 1.300 colletti bianchi che lasceranno il gruppo Banca Lombarda-Bpu. Di questi almeno 900 corrispondono a prepensionamenti volontari e altri 400 a mancato turn over. Ossia dipendenti che nei prossimi mesi lasceranno il gruppo per motivi personali, magari un cambio lavoro, e che non saranno sostitutiti.

Poi c'è il Banco Popolare, risultato della fusione tra la Banca Popolare di Verona e Novara e la Banca Popolare d'Italia. Qui i tagli si aggirano intorno alle mille unità.

Facendo la somma si arriva a oltre 11mila esuberi. E all'appello manca ancora la riorganizzazione che la francese Bnp Paribas vorrebbe fare in Bnl. E in questo caso si parla di 1.100 tagli.

Insomma il 2007 si preannuncia davvero difficile per i bancari, senza contare il fatto che proprio l'anno prossimo ci sarà da risolvere un altro nodo delicato: il rinnovo del contratto.