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Autostrade verso addio alla fusione

Arriva anche la citazione dall'Anas

11 Dic 2006 - 09:07

I vertici di Autostrade e Abertis tentano in extremis di salvare una fusione che sembra destinata a sfumare. A poche ore dal Cda e dall'assemblea di Autostrade il presidente italiano Gian Maria Gros-Pietro e l'a.d. spagnolo Salvador Alemany Mas tornano a sostenere la validità del progetto, ma senza nascondere il pessimismo. A peggiorare la situazione arriva la citazione davanti al Tribunale di Roma di Autostrade ad opera di Anas.

Motivo della citazione è una controversia attivata dalla stessa Anas per "accertamenti e asserite pretese risarcitorie concernenti la ritenuta non tempestiva realizzazione di investimenti, in base alle previsioni di convenzione e di piano finanziario".

Formalmente l'assemblea è stata convocata per approvare il dividendo straordinario di 3,75 euro, ma si tratta di un "premio" subordinato alla conclusione dell'operazione. E questa in realtà sarà al centro dell'incontro.

"C'è un contesto istituzionale al quale questa fusione con Abertis non piace e prima di tutto per questo è difficile credere possa essere realizzata", spiega al "Corriere della Sera" il presidente di Autostrade. Mentre da Barcellona Abertis fa sapere che nei prossimi giorni deciderà se ritirarsi o meno.

Alemany parla di "un conflitto definito italo-italiano dal primo ministro Prodi", di "indicazioni altalenanti di Roma", rivendicando la "trasparenza" del comportamento di Abertis "perchè" dice "le operazioni fra imprese quotate coinvolgono i mercati e centinaia di migliaia di risparmiatori in tutto il mondo". "Con questi interessi" sottolinea "non possono giocare le aziende, nè tanto meno i governi".

Ma il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, replica sostenendo che non c'è alcun "fuoco di sbarramento" del governo italiano alla fusione, ma solo "una richiesta di chiarimento su investimenti che si sarebbero dovuti realizzare in passato e quelli futuri che si vorrebbero attuare". "Fino ad ora" aggiunge "Autostrade e Abertis si sono limitati a dire solo che la mancata aggregazione societaria avrebbe impedito la realizzazione di nuovi investimenti. In realtà" spiega "non hanno presentato alcun nuovo piano in occasione della richiesta di autorizzazione; così come non è stata, a oggi, proposta alcuna domanda di approvazione all'operazione di fusione".

Alemany però conferma che non porrà "gli azionisti di fronte a fattori di rischio non quantificabili", come quelli presenti con la nuova normativa italiana. Perciò, spiega, anche se non si può dire "che l'operazione non sia realizzabile, rimane davvero molto poco tempo per realizzarla secondo il calendario che avevamo previsto".

Gli interventi di Gros-Pietro e Alemany giungono dopo un "uno-due" che ha posto a serio rischio l'operazione: venerdì la decisione dell'Anas di portare in tribunale il gruppo italiano per contestargli la mancata esecuzione di investimenti per circa 2 miliardi di euro, con la richiesta di un "ordine di esecuzione" delle opere previste e di un risarcimento danni e, due giorni prima, l'intervento del Tar, che aveva rigettato i ricorsi delle società e riconosciuto al governo il diritto di valutare e autorizzare l'operazione tramite l'Anas.

Alemany e Gros-Pietro tornano ora indirettamente a chiedere un via libera, sostenendo che diversamente si perderà l'occasione di essere protagonisti dello sviluppo europeo. Ma Gros Pietro afferma anche a chiare lettere che se entro mercoledì "non sarà arrivata l'autorizzazione o se il parere dell'Anas sarà negativo, sarà inevitabile rinunciare al progetto".

Quanto alla notifica, Autostrade ha ricevuto la notifica della citazione di Anas davanti al Tribunale di Roma, per l'udienza di comparizione del 31 marzo 2007. A dirlo è un comunicato del gruppo, che si riserva ogni commento dopo l'esame della fondatezza dell'azione proposta da Anas.

Autostrade, si legge nella nota, conferma la "ricezione, in data 9 novembre 2006, della notifica ad essa e alla controllata Autostrade per l'Italia, ad istanza di Anas, di un atto di citazione avanti il tribunale di Roma per l'udienza di comparizione del 31 marzo 2007".

"La controversia attivata da Anas" spiega il gruppo che fa capo ai fratelli Benetton "riguarda accertamenti e asserite pretese risarcitorie concernenti la ritenuta non tempestiva realizzazione di investimenti, in base alle previsioni di convenzione e di piano finanziario. Autostrade si riserva ogni commento alla compiuta disamina dei presupposti e della fondatezza dell'azione proposta da Anas e alle difese che saranno approntate per l'occorrenza e, in relazione alla tematica fatta oggetto di controversia giudiziaria da Anas, richiama le numerose comunicazioni e informative fornite in argomento nel tempo".