La pirateria colpisce la Emi
Utili in calo per la casa discografica
Tempi sempre più difficili per l'industria discografica. La pirateria e Internet continuano a danneggiare gravemente l'intero sistema, facendo letteralmente crollare le vendite dei compact disc. Le grandi case discografiche stanno cercando in ogni modo di contenere l'emorragia, anche abbassando i prezzi dei cd. Ed adesso a lanciare l'allarme è pure la Emi, il gigante britannico che finora ha resistito meglio alla crisi. Emi, infatti, ha chiuso l'esercizio con utili e profitti in deciso calo.
In particolare il gruppo inglese ha annunciato di aver subito una flessione dell'8,7% dell'utile lo scorso anno finanziario a 163,3 milioni di sterline (circa 245 milioni di euro) a fronte di un fatturato in calo del 2,5% a 2,12 miliardi di sterline.
Il colosso della musica, che due mesi fa ha reso noti tagli di 1.500 posti di lavoro, ha pero' detto che gli sforzi intrapresi per combattere la pirateria su Internet stanno avendo un "impatto positivo" sulle sue fortune. La sua fetta del mercato globale della musica e' aumentata al 13,2%, contro il precedente 12,7%, grazie alla conquista di quote in Nord America, Europa e Asia.
"Per la prima volta in parecchi anni - ha commentato il presidente di Emi, Eric Nicoli - sono apparsi segnali incoraggianti di miglioramento, soprattutto negli Usa, il maggior mercato musicale del mondo".
Oltre alla riduzione del personale, a marzo Emi aveva resa nota la decisione di tagliare la sua scuderia di musicisti/cantanti di circa un quinto e di affidare a terzi la produzione di CD e DVD in Europa e Usa.
Il gruppo ha assicurato comunque che il mercato globale è in ripresa. Tanto che secondo la Emi l'esercizio corrente, che si concludera' a marzo del 2005, dovrebbe migliorare restando piatto o calando del 4%.
Le previsioni della casa discografica, però, non entusiasmano gli investitori. E una pioggia di vendite si è abbattuta sul titolo quotato sulla piazza londinese che perde oltre il 4%.
