Scende l'inflazione: giugno al 2,6%
Dopo il 2,7% dello scorso maggio
L'inflazione a giugno scende al 2,6% dopo il 2,7% di maggio, secondo i dati dell'Istat. Viene corretto al ribasso quindi il dato che era emerso dalle rilevazioni delle città campione, che dava una corsa dei prezzi invariata al 2,7%. Secondo gli ultimi dati poi l'inflazione è rimasta invariata nell'ultimo mese, mentre le città campione avevano segnalato un rialzo dello 0,1%.
A frenare la corsa dei prezzi, al 2,7% da tre mesi consecutivi, è stata soprattutto, secondo le rilevazioni dell'Istituto di statistica, la riduzione dei prezzi dei combustibili d'uso domestico (meno 0,2%) e dei carburanti (meno 0,3% nel settore dei trasporti). Sono scesi anche i prezzi delle tariffe legate alle comunicazioni, a causa dell'abbassamento delle tariffe telefoniche (meno 2%). In aumento invece i prezzi di alberghi e ristoranti (più 0,5%), a causa dell'approssimarsi della stagione estiva, e quello dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche (più 0,3%).
Se si guarda al dato tendenziale, gli aumenti più marcati interessano il settore degli alcolici e tabacchi (più 8,1%) e quello degli alberghi e ristoranti (più 4,1%); decisa flessione invece per le comunicazioni, dove la diminuzione è del 2,6%. L'Istat ha diffuso la stima provvisoria di giugno anche secondo l'indice armonizzato: risulta una crescita pari al 2,9% su base tendenziale e dello 0,1% su base congiunturale. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo tiene conto anche delle riduzioni temporanee dovute a sconti, saldi, vendite promozionali.
Nello scorso maggio, il dato definitivo dell'inflazione aveva presentato un incremento tendenziale del 2,7% (del 2,9% secondo l'indice armonizzato).
I dati provvisori diffusi dall'Istat sono stati elaborati attraverso rilevazioni sul 73% delle città e sull'82% dei consumi. I dati definitivi saranno diffusi il 15 luglio.
E la discesa dell'inflazione, pur essendo un "segnale positivo" secondo Confesercenti, dimostra, sempre per l'associazione di categoria, che il vero problema per l'Italia non sono i prezzi, ma "l'economia che non tira". E' il parere del numero uno della Confesercenti Marco Venturi, che afferma: "Sta cominciando a concretizzarsi il calo che a fine anno porterà l'inflazione al 2,2%".
Quello di giugno "è un risultato positivo anche se leggermente più alto rispetto a Francia e Germania". Persino i prodotti alimentari, "nonostante le tensioni alla produzione dovute alla siccità, presenta su base mensile un aumento non stravolgente dello 0,3%".
Il vero nodo dell'economia, continua il presidente di Confesercenti, non sta dunque nel tenere sotto controllo i prezzi, ma nel rilanciare i consumi con interventi e incentivi che dovranno essere contenuti già nel Dpef. "Serve un intervento immediato perchè il problema si pone oggi e non va rinviato", sottolinea Venturi. Più che a rottamazioni di singoli prodotti, Confesercenti pensa a "un'azione più larga che destini maggiori risorse alle fasce deboli, i giovani e i pensionati al minimo".
Ed ecco le variazioni dei prezzi al consumo per capitoli, registrate dall'Istat a giugno, secondo le stime preliminari.
CAPITOLI VARIAZIONI PERCENTUALI Rispetto a Rispetto a maggio 2003 giugno 2002 -Prod.alimentari e bevande analcoliche +0,3 +2,9 -Bevande alcoliche e tabacchi +0,1 +8,1 -Abbigliamento e calzature 0,0 +3,1-Abitazione, acqua, elettricita', combustibili -0,2 +3,7 -Mobili,articoli e servizi casa 0,0 +2,0 -Serivizi sanitari,spese salute +0,1 +0,7 -Trasporti -0,3 +1,7 -Comunicazioni -2,0 -2,6 -Ricreazione, spettacoli, cultura +0,2 +1,6 -Istruzione 0,0 +3,1-Alberghi, ristoranti, pubblici esercizi +0,5 +4,1 -Altri beni e servizi +0,1 +3,6 INDICE GENERALE +0,0 +2,6
