Borsa: Fiat corre dopo riammissione
Il titolo recupera dopo avvio in rosso
La Borsa è ottimista sul piano Fiat. Il titolo, appena rientrato in contrattazione a Piazza Affari, comincia in rosso, con una perdita del 3%, ma recupera in fretta terreno e corre a più 2%, a quota 6,84, cercando di riagguantare la soglia dei 7 euro. I mercati finanziari quindi danno un primo giudizio nettamente positivo sul progetto di rilancio firmato da Giuseppe Morchio e appena passato al Cda.
Intanto arrivano anche i primi commenti da alcuni analisti finanziari a proposito delle proposte lanciate da Morchio e passate al Cda del Lingotto. Giulio Brunetta, gestore Alpe Adria gestioni, dice: "Il piano di ristrutturazione è ambizioso ed esiste un rischio operativo. Potrebbero non portare a termine il piano perchè non troveranno i finanziamenti necessari. Gli investitori istituzionali a lungo termine difficilmente sono interessati, soltanto gli hedge-fund. Fiat ha perso la fiducia degli investitori".
Appena sufficiente è il giudizio al piano dato da Stefano Fabiani, responsabile gestioni azionario italiano Zenit Sgr. "I dati del piano" dice "sono abbastanza in linea con quello che ci si attendeva. Se dovessi dare un voto sarebbe la sufficienza. Ho apprezzato Morchio quando ha detto che è finita l'era delle dismissioni, ora viene quella della sfida industriale. Quello che conta saranno i primi risultati, come metteranno in atto le politiche che hanno in mente. Per fine anno potremmo cominciare ad avere qualche indicazione. L'aumento di capitale a 1,8 miliardi di euro è al limite di quel che serve, c'era chi si attendeva un aumento più consistente ma le basi finanziarie per un rilancio ci sono, aggiungendo l'introito dalle dismissioni. Noi abbiamo comprato il titolo in zona 6,5-7 euro e lo teniamo nella ipotesi che passato l'aumento possa crescere la fiducia e la quotazione arrivi a un equilibrio a 7,5-8 euro, un nostro target per fine anno. Quanto ai risultati l'utile è lontano, i più ottimisti speravano nel break-even al 2004. Questo è il lato più negativo ma la cautela era prevedibile. Dal punto di vista del successo di mercato, per quel che si vede oggi conta azzeccare anche un solo modello, come hanno mostrato gli esempi della 206 Peugeot, della C3 Citroen, o prima della Renault Clio. A Torino hanno parlato di buone carte da giocarsi per le quote di mercato, proprio nei segmenti dove è iniziata la crisi. Un newsflow ricco da qui a un anno potrebbe essere la leva che fa sollevare la società.
