Nuovi minimi storici per Ctz e Bot
I Titoli di Stato al ribasso
Non si ferma la corsa al ribasso dei rendimenti dei Titoli di Stato. I Ctz, sempre più giù, nell'asta di metà maggio arrivano a segnare un tasso lordo del 2,21%. Anche i Bot scendono ai minimi storici: i rendimenti dei titoli trimestrali scivolano al 2,271%, mentre quelli annuali al 2,177%, in calo di circa 10 centesimi di punto rispetto alle aste precedenti.
La tendenza, dunque, rimane molto definita e rende questo tipo di prodotto finanziario sempre meno appetibile per il grande pubblico dei piccoli risparmiatori italiani.
I nuovi valori per i Ctz sono stati registrati allultima asta che si è appena svolta. I rendimenti sono finiti appunto al 2,21%, in conseguenza di un nuovo scivolone di 27 centesimi di punto. Forte peraltro sempre la domanda: a fronte di un'offerta di titoli per 1,5 miliardi la richiesta e' stata superiore a 3,2 miliardi.
Non è andata meglio ai Bot. I trimestrali, grazie alla nuova sforbiciata dei rendimenti, hanno bruciato il terzo minimo assoluto consecutivo. E, con questa, la serie delle aste con tassi all'emissione in calo si è allungata a sette: in pratica è da metà settembre del 2002 che i Bot a tre mesi non registrano un rialzo dei rendimenti. E, da settembre a oggi, i tassi sono scesi di quasi un punto percentuale, passando sul lordo semplice dal 3,106% al 2,271%.
Rispetto al maggio del 2001 il rendimento, allora al 4,604% si è invece dimezzato.
L'asta di oggi si è chiusa a un prezzo di 99,423, con rendimenti del 2,271% semplice (-0,101 punti) e del 2,290% composto (-0,120 punti). Il prezzo di esclusione è stato di 99,176, la percentuale assegnata al riparto del 44,664%. Le richieste di sottoscrizione sono state pressochè doppie rispetto all'offerta del Tesoro: 6.297,7 milioni di euro contro 3.350 milioni.
Gli annuali hanno toccato il quarto minimo storico nel corso del 2003 (aprirono a gennaio la raffica dei record sui titoli di Stato, grazie anche a un prezzo anomalo che condiziono' l'asta) e con il 2,177% hanno anche fatto segnare il livello piu' basso mai toccato dai titoli del Tesoro in aste "regolari".
Dunque, nonostante tutto, non cè ancora labbandono di questi strumenti. Una richiesta corposa rimane pur sempre. Forse anche perché gli investimenti alternativi spesso hanno fortemente deluso. Basti pensare ai rovesci di Borsa degli ultimi due anni. Così, cè chi, alla ricerca di soluzioni più che sicure, preferisce ancora un Titolo di Stato, oppure le nuove formule di fondo di deposito. Cè indubbiamente un bisogno di sicurezza che condiziona pure i mercati finanziari. La propensione al rischio è a livelli molto bassi, infatti.
