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La Pop Art batte la Borsa

Volano le quotazioni di Warhol

06 Mag 2004 - 21:31

In epoca storica di difficoltà dei mercati finanziari, con tanti piccoli risparmiatori delusi da azioni e fondi comuni, c’è un investimento alternativo che sembra conoscere una stagione felice: è quello rappresentato dalla “pop art”, l’arte che ha avuto in Andy Warhol l’esponente di maggiore spicco. Nelle ultime aste americane i prezzi delle opere che stanno sotto questa etichetta sono risultati ancora in sensibile rialzo. E così, per molti, proprio la pop art diventa una ricetta finanziaria per proteggersi dalla crisi.

A fornire un bel resoconto in questo senso è “Milano Finanza”, che racconta delle ultime aste organizzate da firme prestigiose come Sotheby’s e Christie’s. E del successo delle opere del mitico Andy Warhol, come, per esempio, nel caso del famoso quadro che raffigura l’attore Marlon Brando in giubbotto di pelle nera e in sella alla sulla motocicletta. Il prezzo di questo pezzo? Si viaggia ormai sui cinque milioni di dollari. A prezzi molto corposi ci sono pure in circolazione alcuni autoritratti dell’eccentrico maestro della pop art. E, comunque, la tendenza non riguarda solo Warhol, padre e icona del movimento, ma anche gli autori “minori”. Per esempio, per un Robert Rauschenberg si possono sborsare ormai fino a ben otto milioni di dollari. Per un Roy Lichtenstein ci si muove verso i due milioni. Mentre, sotto il milione di dollari, a prezzi quindi più “abbordabili”, possiamo portarci a casa un Frank Stella o un Tom Wesselmann.

Insomma, la pop art sembra essere diventata una formula di investimento per proteggere i propri capitali in tempi di rovesci borsistici. Questo almeno si dice in giro. Ma, certamente, parliamo di valori molto alti, anzi altissimi, per cui l’ipotesi di mettere i propri sudati risparmi in un Warhol o anche in un autore minore è riservata di fatto solo ad investitori molto danarosi. Per loro, se interessati al tema, in America vi sono in questo periodo diverse aste dove si può tentare di fare grandi affari. E, se alla fine i rendimenti non saranno poi tanto brillanti, ci si potrà almeno consolare mostrando con orgoglio agli amici i quadri appesi alle pareti del proprio salotto