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Non decollano i fondi pensione

Covip: è' iscritto un lavoratore su 10

06 Mag 2004 - 16:49

Agli italiani non convince la previdenza integrativa. L'adesione ai fondi pensione è stata lo scorso anno ancora scarsa, con basse percentuali tra i lavoratori dipendenti, ma soprattutto tra gli autonomi, che, poco convinti dai modesti rendimenti (se non addirittura dalle perdite) di fondi chiusi e aperti, preferiscono il fai da te. Fin ad ora ad iscriversi sono stati soprattutto gli uomini, ma a preoccupare è la scarsa adesione dei giovani.

E' evidente la mancanza di fiducia nel sistema e così, almeno per ora, l'attesa è tutta per la legge delega all'esame del Senato. Secondo l'ultimo monitoraggio della Covip, dalla riforma del '93 al 2002 poco più di un lavoratore su 10 è iscritto a un fondo pensione, per un totale di circa 2 milioni di adesioni su 22 milioni di occupati. La maggior parte è iscritta a fondi chiusi (1.021.000), 338.000 lavoratori hanno aderito a fondi aperti e 690.000 sono iscritti a fondi preesistenti alla riforma.

Su questi dati, naturalmente pesa anche l’andamento dei mercati finanziari che, in media, hanno provocato perdite nette del 3,5% per il sistema dei fondi chiusi e, addirittura dell’11%, per quello dei fondi aperti che si confrontano invece con una rivalutazione del Tfr (la liquidazione) del 3,5% annuo. In realtà, non sono tanto o solo i rendimenti a dissuadere: è proprio il sistema che non convince. Basti pensare che le adesioni tra i trentenni e i lavoratori ancora più giovani, vale a dire le categorie che più necessitano in teoria di una previdenza integrativa, sono bassissime.

Per quanto riguarda i fondi chiusi, a fine 2002, la Commissione ne contava 44, di cui 36 operativi, in maggioranza rivolti a lavoratori dipendenti (972.000 iscritti con un tasso di adesione del 15,4%). Gli autonomi sono invece solo 17.000 rispetto a 3,8 milioni di potenziali aderenti. Ottanta infine i fondi aperti operativi, per un totale di 338 mila adesioni.

Nel complesso le risorse gestite ammontano a oltre 34 miliardi di euro, ma fondi aperti e chiusi ne detengono solo una piccola parte (rispettivamente 1,23 e 3,26 miliardi). La percentuale maggiore delle risorse rientra infatti nei vecchi fondi (29,6 miliardi). La vera svolta potrebbe quindi arrivare dalla delega previdenziale all'esame del Senato che dovrebbe garantire, agendo sul Tfr, nuovi finanziamenti e nuove adesioni.