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Uova e colombe sempre più care

I prezzi sono aumentati del 12%

06 Mag 2004 - 02:02

Festeggiare la Pasqua con i suoi dolci tradizionali, uova di cioccolato e colombe da sempre i più gettonati, quest'anno ci costerà il 12% in più. E' questa, in media, la cifra che indica il rialzo dei prezzi subita da questo tipo di prodotti nel 2003, un rincaro consistente ma inferiore a quello registrato nel 2002.

E' quanto rileva l'Intesa dei Consumatori, che raggruppa le sigle Codacons, Adusbef, Federconsumatori ed Adoc, sottolineando che i picchi più alti dei prezzi riguardano i prodotti artigianali, che possono arrivare a costare fino a 100 euro, regalo escluso, e si trovano nei piccoli alimentari, dove i rincari talvolta toccano anche il 20%. Nonostante tutto, come già anticipato, gli aumenti 2003 sono decisamente inferiori rispetto a quelli registrati l'anno precedente. Un uovo di Pasqua "griffato" quest'anno è aumentato di circa il 15%, a fronte del 18% del 2002.

Analogo il discorso per le uova non di marca e per le colombe sia semplici che lavorate: un uovo non di marca viene quest'anno a costare il 10% in più , contro il 15% del 2002, lo stesso valore della colomba semplice. Per una colomba lavorata è invece necessario sborsare il 13% in piu', a fronte del 20% nel 2002.

"La flessione degli aumenti va sicuramente ricercata nella guerra dei prezzi avviata dall'Intesa dei consumatori, scrivono le associazioni in una nota, che se da una parte ha sensibilizzato l'opinione pubblica spingendola anche a limitare gli acquisti in segno di protesta, dall'altra ha fatto capire ai commercianti che giocare al rialzo sulle spalle dei consumatori, a lungo andare non porta alcun vantaggio, nemmeno agli stessi commercianti, come dimostrato anche dagli aderenti alla Confesercenti che hanno bloccato per sei mesi i prezzi di molti prodotti".

Per l'industria dolciaria l'uovo di pasqua è un vero e proprio affare. Lo scorso anno ha fatturato circa 1.300 miloni di euro. E, come denuncia l'Aduc, l'anomalia di questo dolce consiste nel fatto che la materia prima, cioè le componenti mangiabiali, rappresentano solo il 10% del prezzo finale mentre il 90% del costo è dato dalla confezione, dalla sopresa, dal trasporto, dai guadagni e dalle tasse.

E poi ci sono le uova vere, mangiate sode per la colazione, usate per piatti tipici o decorate per abbellire case e tavole. Secondo la Coldiretti saranno 300 milioni quelle destinate ad impieghi industriali, artigianali e ai consumi familiari degli italiani. Le giovani generazioni, tuttavia, almeno durante le vacanze pasquali, preferiscono le uova di cioccolata: secondo recenti stime se ne consumeranno ben 24 milioni di pezzi dal peso equivalente di 250 grammi.