Eurispes:l'Italia non è competitiva
La peggiore in Europa e nel mondo
L'Italia è ultima in Europa e nel mondo per il suo grado di potenzialità concorrenziale e per il suo livello infrastrutturale. Lo rivela l'ultimo rapporto dell'Eurispes che mostra come nella realtà i due aspetti siano strettamente correlati fra loro, in quanto il ritardo che il nostro paese sconta sul versante dell'informatizzazione, dell'innovazione e della ricerca,si paga poi in termini di competitività. Infatti, nel 2002 l'Italia ha perso diverse posizioni sia in ambito europeo sia a livello mondiale.
Se facciamo riferimento all'Ue, l'Italia nell'ultimo anno è passata dal 120 al 130 posto, mentre all'interno dei 49 paesi più industrializzati è scesa dalla posizione 24 alla 32 venendo superata anche da paesi come Cina, Lituania e Cile. Il ritardo dell'Italia nella competitività e nelle infrastrutture "dipende dal fatto che le nostre grandi imprese non sono sufficientemente adeguate a competere sul piano globale" commenta il Presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara. Un processo causato "dalla loro relativa dimensione rispetto ai concorrenti internazionali. In pratica hanno difficoltà a fare sistema e non possono contare su adeguati sostegni sul piano politico europeo e internazionale".
L'Eurispes, che fotografa la nostra situzione nell'ultimo rapporto su "Infrastrutture e competitività del sistema Paese", afferma che l'Italia, nella graduatoria che misura i livelli di tecnologia, di efficienza delle istuzioni pubbliche e l'ambiente macro economico di ogni paese dell'Unione europea è preceduta da Grecia e Francia mentre sono i paesi Scandinavi ad occupare le prime posizioni della classifica seguiti da Regno Unito, Germania e Paesi Bassi. Per quanto riguarda invece le infrastrutture, che costituiscono uno dei principali fattori della competitività e della capacità d'attrazione di investimenti e risorse, il confronto con i principali paesi europei colloca l'Italia agli ultimi posti della graduatoria.
Infatti, in termini di dotazione complessiva infrastrutturale l'Italia è unico paese, insieme alla Spagna, a collocarsi al di sotto della media europea in relazione a tutte le categorie infrastrutturali considerate nello studio, in particolare per quanto concerne energia e telecomunicazioni. Per la categoria trasporti, sebbene lo scarto dalla media europea sia abbastanza contenuto (-2,9 punti percentuali), la distanza con il Regno Unito è abissale. A livello regionale solo la Liguria, tra le regioni italiane, vanta un livello di dotazione infrastrutturale molto alto. Nella classe bassa troviamo, infine, Trentino Alto Adige, Molise, Sardegna, Basilicata, Calabria, Umbria.
