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Volano i prezzi alla produzione

Tutta colpa del caro-petrolio

05 Mag 2004 - 23:57

L'aumento del costo del petrolio e dell'energia trainano verso l'alto i prezzi alla produzione. Secondo gli ultimi dati comunicati dall'Istat, a febbraio c'è stato un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2,8% nei confronti di febbraio dello scorso anno. Si tratta della variazione tendenziale più elevata dall'inizio del 2002. Al netto dei prodotti petroliferi ed energia elettrica, gas e acqua l'icremento congiunturale è limitato allo 0,1% e quello tendenziale all'1,6%, mentre la variazione media dell'indice complessivo negli ultimi dodici mesi è risultata pari a +0,8%.

A conferma del ruolo determinante del petrolio nell'impennata di febbraio, l'Istat rileva che i prezzi dei prodotti dell'energia sono aumentati dell'1,7% in termini congiunturali e addirittura del 7,2% a livello tendenziale. E anche l'analisi per settore di attività economica mostra un incremento dei prodotti petroliferi raffinati pari al 3,8% rispetto al mese precedente e al 13,0% nei confronti di febbraio 2002.

Andamento diverso, invece, per le altre categorie di beni e prodotti. In termini congiunturali, i prezzi dei beni di consumo hanno registrato una diminuzione dello 0,1% (+0,2% per i beni di consumo durevoli e -0,2% per quelli non durevoli), i prezzi dei beni strumentali una variazione nulla, i prezzi dei prodotti intermedi un aumento dello 0,3%. Rispetto a febbraio, le variazioni sono state pari a +2,5% per i prodotti intermedi, +1,8% per i beni di consumo (+1,0% per i beni di consumo durevoli e +2,0% per quelli non durevoli) e +0,6% per i beni strumentali.

L'analisi per settore di attivita' economica mostra che, dopo i prodotti petroliferi, gli aumenti congiunturali piu' significativi sono stati registrati nei settori dei prodotti delle miniere e delle cave (+1,1%), degli altri manufatti (compresi i mobili) e degli apparecchi elettrici e di precisione (per entrambi +0,4%). Le diminuzioni congiunturali piu' marcate hanno riguardato i settori cuoio e prodotti in cuoio (-0,6%) e i prodotti alimentari, bevande e tabacchi (-0,2 per cento). Rispetto a febbraio, dopo i prodotti petroliferi gli incrementi maggiori hanno riguardato i prodotti delle miniere e delle cave (+4,2%), i prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali (+3,6%) e i metalli e prodotti in metallo (+3,0%).