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Titoli di Stato, meglio i Cct

I tassi torneranno a salire

05 Mag 2004 - 23:36

Di Big Trader

Oggi il costo del denaro ha ormai raggiunto in Europa e pure in Italia livelli davvero molto bassi. E, così, anche i rendimenti dei titoli di Stato sono ridotti “all’osso”. Ma, per il futuro, c’è da aspettarsi una ripresa dei tassi: non vedremo di certo un rialzo vigoroso, in grado di riportare i valori all’epoca d’oro del “Bot people”, ma, in ogni caso, il denaro tornerà a costare di più. Per questo, chi volesse oggi investire in titoli di Stato, forse farebbe meglio a privilegiare i Cct e, dunque, le formule a rendimento variabile.

Indubbiamente nessuno ha la “sfera di cristallo”, però quello di una parziale ripresa dei tassi pare davvero essere lo scenario più credibile, soprattutto nel medio-lungo termine. Il fenomeno si dovrebbe accompagnare anche ad un trend finalmente più favorevole per i listini azionari, che tanto hanno patito negli ultimi tre anni. Parliamo naturalmente di tendenze non certo fulminee e impetuose, ma che avranno piuttosto bisogno di tempo per prendere progressivamente corpo. Parliamo, insomma, di un processo graduale che “macinerà lento”.

In questo quadro, chi guarda ancora ai titoli di Stato come opzione per allocare parte del proprio portafoglio, forse, dovendo sostanzialmente scegliere tra Bot, Btp e Cct, proprio questi ultimi dovrebbe considerare con maggiore favore. Questo perché, se ci sarà effettivamente ripresa dei tassi, solo il modello a rendimento variabile consentirà di beneficiare di questo trend. Mentre, per esempio, con i Btp ci si “porterebbe dietro” di fatto (anche per molti anni) i ritorni “ai minimi termini” di questo periodo. Al contrario, volendo ragionare sull’eventualità che il rialzo dei tassi non ci fosse e che anzi questi scendessero ancora, va detto che ormai grandi spazi “verso il basso” non ci sono, visti proprio i livelli risicati che abbiamo raggiunto, dunque il rischio (in termini di costo opportunità) legato oggi ad un investimento a rendimento variabile pare essere davvero limitato.

Naturalmente, tutto questo ragionamento fatto per i titoli di Stato può essere tranquillamente allargato all’intero settore dei “bond”. Per tutto il variegato e diversificato mondo obbligazionario sembra essere tornato, infatti, il momento di puntare sui rendimenti variabili. Soprattutto, appunto, se si scelgono forme di investimento che richiedono un impegno di molti anni. Insomma, pare essere il momento di rischiare un poco, abbandonando quei rendimenti fissi che peraltro tanta sicurezza, soprattutto sotto il profilo squisitamente psicologico, sono tornati a dare ai piccoli risparmiatori spaventati dalle bizzarrie della Borsa e dai “cataclismi” visti negli ultimissimi anni su mercati finanziari davvero turbolenti.