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Iraq, aeroporti verso la crisi

Voli intercontinentali giù del 40%

05 Mag 2004 - 22:33

Il settore aereo continua a tremare in previsione di una guerra lunga, e non solo. La paura di attentati terroristici, che già dopo l'11 settembre ha provocato il crollo del settore, è tornata ad imperversare tra la gente e le conseguenze sul sistema aeroportule saranno molto gravi. A lanciare l'allarme è il presidente della Sea, Giorgio Fossa, che ha previsto un crollo del 40% del numero dei passeggeri sui voli intercontinentali nell'aeroporto milanese di Malpensa. Il calo, ha aggiunto Fossa, riguarderà anche i voli nazionali.

La crisi non colpirà solo i voli più lunghi. La guerra angloamericana colpirà anche i voli intraeuropei, dove il numero dei passeggeri diminuirà del 20% e i voli nazionali del 15%. Le previsioni, in base alle dichiarazioni di Fossa, si basano su quanto è già accaduto in seguito alla Guerra del Golfo del 1991, ma soprattutto in base a quanto è successo dopo l'attentato alle Twin Towers.

La paura della crisi, e le conseguenze sull'occupazione negli scali aeroportuli, ha portato il numero uno della Sea a chiedere l'intervento del governo.  "Questa -ha aggiunto Fossa riferendosi alle consegueenza negative dell'impatto che la guerra avrà sul settore- è qualcosa di più di una stima. E' il motivo per cui io per primo in Italia ho chiesto alcuni amortizzatori sociali per questo sistema, perchè la guerra era prevista".

"La guerra purtroppo è arrivata -ha proseguito Fossa- e quello aeroportuale resta uno dei pochi settori in Italia privi di ammortizzatori sociali. Tutti ci auguriamo che la guerra sia breve, ma mi sembra che gli ultimi sviluppi vadano in senso contrario".   Fossa ricorda inoltre che "per recuperare il traffico dopo l'11 settembre ci sono voluti 12-14 mesi". Quanto alle ripercussioni occupazionali della presente situazione sulla Sea, Fossa risponde che "abbiamo 6.500 dipendenti e il calo è previsto tra il 40 e il 20%. Fate voi i conti".