General Eletric vuole Fiat Avio
Ora sono 3 i pretendenti della società
Per Fiat Avio scende in campo anche General Electric. Sale così a tre il numero dei pretendenti alla società del gruppo Fiat che sta per essere venduta. In lizza restano il duo italo-francese Finmeccanica-Necma e il fondo americano Carlyle, che si affiancano così alla società Usa di cui era stato vice-presidente Paolo Fresco.
Intanto, pare che per sciogliere il nodo dell'offerta per l'acquisizione di Avio le ore siano contate: al massimo un paio di giorni. Tanto avrebbe consentito il Lingotto a Finmeccanica e alla francese Snecma, secondo quanto si apprende in ambienti finanziari. Il tandem italo-francese con una quota paritetica intende comprare per una cifra stimata dal mercato in 1,6 miliardi di euro la società che produce motori per aerei, elicotteri e lanciatori spaziali.
Di fronte alla richiesta di slittamento del termine fissato per la consegna dell'offerta, Fiat Avio, che vuole chiudere la partita in tempi stretti, ha infatti concesso un paio di giorni.
Sarebbe stata la Snecma a chiedere più tempo per esaminare l'offerta, in quanto per Finmeccanica i termini della proposta erano stati definiti nei tempi previsti. A far frenare la società statale francese sarebbero state in particolare le opzioni put e call che consentirebbero all'industria di aerospazio e difesa italiana controllata dal governo (con il 32,4% nelle mani del Tesoro) di cedere al partner la sua quota dopo due anni. Prima cioè che la Snecma decida di esercitare eventualmente la scelta inversa, cioè acquisire la quota di Finmeccanica. Proprio l'ultimo consiglio di amministrazione straordinario aveva posto la condizione per presentare l'offerta di esercitare un put verso Snecma.
Il termine per la presentazione dell'offerta per Fiat Avio, è stato fatto notare, cade in giorni cruciali dello scenario internazionale, in relazione alla possibile guerra all'Iraq, e il governo francese avrebbe accusato una resistenza psicologica rispetto a una operazione su cui ha negato un consenso chiedendo una pausa di riflessione.
Tutto ruota quindi, al momento, attorno alle condizioni dell'offerta. I corposi dettagli dell'operazione riguardanti l'esame tecnico, il piano industriale, la divisione di competenze sembrano quindi passare in secondo piano. Del resto, si è appreso, la data room non è stata convocata.
Resta in stand-by la proposta da 1,8 miliardi di euro avanzata dal fondo statunitense Carlyle. Secondo indiscrezioni da ambienti finanziari, sarebbe inoltre pronta a farsi avanti anche General Electric.
Se il governo francese decidesse di accettare le condizioni e firmasse assieme a Finmeccanica l'offerta, questa dovrebbe approdare in 48 ore a Torino. Diversamente, alcuni auspicano che l'operazione venga allargata a un terzo partecipante, anche statunitense: l'importante è che una quota significativa di Fiat Avio rimanga, come vorrebbe il governo (e come ha ribadito il ministro alle Attività produttive, Antonio Marzano), in mani italiane.
