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L'Italia cresce più dell'Europa

Bruxelles: niente ripresa con la guerra

05 Mag 2004 - 20:57

La crescita rallenta in Europa ma non in Italia. E per il nostro Paese arriva la conferma ufficiale anche da Eurostat: il rapporto deficit/Pil resta abbondantemente sotto la soglia del 3%, a quota 2,3%, come era stato comunicato dall'Istat. Mentre per Germania e Francia le cose vanno molto peggio. Sono questi i dati principali comunicati dall'Ocse e dall'Eurostat.

Nella zona Ocse la crescita nel quarto trimestre del 2002 si è fermata allo 0,4%, contro lo 0,8% del terzo trimestre. Ma l'Italia, per una volta, fa eccezione in positivo: è infatti l'unico Paese del G7 dove la crescita non ha frenato. Il Pil italiano infatti è aumentato dello 0,4% nel quarto trimestre contro lo 0,3% del terzo.

Nell'arco di tutto l'anno, la crescita del Pil nei Paesi industrializzati è arrivata a quota 2,6%, contro il 2,4% della fine di settembre. E negli ultimi tre mesi rallentamento per tutti, Italia esclusa: gli Stati Uniti sono cresciuti dello 0,4% dopo l'1% del trimestre precedente, mentre lo sviluppo della zona euro è sceso allo 0,2% dopo il precedente 0,4%. Anche il Giappone ha frenato, passando dallo 0,8% allo 0,5%, il Regno Unito dallo 0,9% allo 0,4%, la Francia dallo 0,3 allo 0,2%, il Canada dallo 0,9 allo 0,4%, la Germania dallo 0,3 allo 0. Quanto alla crescita complessiva dei Paesi del G7, si è scesi dallo 0,8% allo 0,3%. Su base annua, gli Stati Uniti hanno registrato la crescita maggiore, il 2,9%, e la Germania quella più debole, lo 0,7%. Quella italiana è stata dell'1% contro lo 0,4% della fine del terzo trimestre.

L'Italia fa meglio anche degli altri partner europei: mentre infatti nel quarto trimestre del 2002 la media della crescita del Pil si dimezza (dallo 0,4% allo 0,2%), con una crescita su base annua pari allo 0,8%, per l'Italia il Pil passa dallo 0,3% allo 0,4%. Sempre in area euro, il 2002 si chiude con un deficit pubblico pari al 2,2% del Pil, più alto quindi del 2001, quando il deficit si era fermato all'1,6%, mentre il debito è pari al 69,1%, in lieve calo rispetto al 69,2 dell'anno precedente. Sempre secondo i dati di Eurostat, tutti i Paesi dell'Unione europea non hanno superato l'1,9% per il deficit pubblico, contro lo 0,9% del 2001, e il 62,5% per il debito contro il 63% dell'anno precedente. L'Italia è in controtendenza, con un deficit pubblico del 2,3%, inferiore al 2,6 del 2001 e un debito pubblico pari al 106,7% del Pil, in calo rispetto al 109,5% dell'anno precedente.

L'Italia è in linea con gli altri partner europei per l'avanzo primario, che è al 3,4% del Pil nel 2002, in flessione rispetto al 3,8%. Nell'area euro si scende dal 2,4% del 2001 all'1,4% del 2002. Mentre tutti i Paesi dell'Unione scendono dal 2,7% dell'anno precedente all'1,5% di quest'anno.

L'Italia rientra tra i quattro Paesi con il deficit e il debito pubblici più alti. Quanto al deficit, altri due sono i Paesi che hanno registrato un aumento: la Germania, passata dal 2,8 al 3,6%, la Francia, dall'1,5 al 3,1%. Mentre il Portogallo è sceso dal 4,2 al 2,7%. Ma c'è anche un Paese con il bilancio in equilibrio, il Belgio insieme ad altri quattro con il bilancio in attivo: la Finlandia (4,7%), il Lussemburgo (2,6%), la Danimarca (1,9%), la Svezia (1,2%).

Per il debito, i Paesi che insieme all'Italia si collocano sopra la soglia del 60% del Pil, solo la Germania segna un aumento dal 59,5 al 60,8%, mentre registrano un calo la Grecia, dal 107 al 104%, e il Belgio dal 108,5 al 105,4%.

E così, mentre l'Italia riesce a rispettare i parametri del Patto di stabilità, con un rapporto deficit/Pil al 2,3%, non è così per Francia e Germania. In Francia infatti il rapporto deficit/Pil è pari al 3,1% e anche per Parigi scatterà quindi la procedura per il deficit eccessivo. La sogila massima consentita è infatti pari al 3%. Il rapporto per i francesi è molto peggiorato nel giro di un anno. Nel 2001 infatti era a quota 1,5%. e il debito sale al al 59,1% del Pil dal 56,8 dell'anno precedente.

E le cose non vanno meglio per la Germania, dove il rapporto deficit/Pil 2002 è pari al 3,6%. Eurostat ha poi calcolato al 60,8% il rapporto debito/Pil 2002. La Germania è già sotto procedura per deficit eccessivo, in quanto il disavanzo 2002 ha superato di molto la soglia del 3% imposta dal Patto di stabilità e di crescita.

E tutti questi dati non particolarmente promettenti arrivano alla vigilia di una guerra sempre più probabile in Iraq, che metterebbe in serio pericolo la ripresa dell'economia di Eurolandia con rischi "sostanziali". L'allarme è stato lanciato dalla Commissione europea.