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Gm: in forse il put di Fiat Auto

Detroit ufficializza la sua posizione

05 Mag 2004 - 20:36

General Motors ha forti dubbi sul put di Fiat. Lo ha espresso su un documento ufficiale presentato dalla casa di Detroit alla Sec, la Securities and exchange commission, cioè la Consob americana. L'azienda automobilistica ha fatto il punto a proposito delle sue relazioni con il Lingotto nel rapporto in cui illustra al mercato la situazione della società.

La posizione di Gm è stata puntualizzata dal Financial Times, che precisa che la casa automobilistica è incerta sul possibile esercizio dell'opzione, concordata con Fiat tre anni fa. Si stabilì infatti che, nel caso in cui l'azienda di Torino esercitasse la sua opzione, Gm sarebbe stata costretta ad acquistare la rimanente quota di Fiat Auto, pari all'80%, a cominciare dal 2004.

Che Gm abbia forti dubbi su questa opzione si vocifera da tempo. Ma adesso la posizione di Detroit, attraverso questo documento, viene ufficializzata. Generla Motors infatti sottoliena, al proposito, che sul contratto firmato tre anni fa con Fiat "potrebbero incidere accordi successivi" tra le società. Infatti l'opzione, dice ancora Gm, "potrebbe diventare non esercitabile secondo altri provvedimenti dell'accordo (del 2000). Essa potrebbe essere resa non tutelabile a causa di azioni che la Fiat potrebbe aver intrapreso".

Allo stato attuale "non è noto se e quando la Fiat possa chiedere di esercitare il put", che inoltre potrebbe essere eliminato da una serie di situazioni. "Al momento" continua il documento "non è quantificabile l'indebitamento o le perdite o le necessità di nuovi capitali che Fiat Auto e la sua controllante potrebbero avere dopo l'eventuale acquisizione da parte di Gm, sui cui conti comunque potrebbero aver un effetto negativo".

Il documento conferma poi che in ogni caso Detroit ha intenzione di mantenere un rapporto industriale con la casa torinese. "Gm si aspetta di continuare a lavorare insieme alla Fiat su prodotti futuri e nelle joint venture sui motori e per gli acquisti" avviate nel marzo di tre anni fa e che vanno bene: "Stanno dando significative riduzioni dei costi in linea con le stime iniziali" a entrambe le società, che ora stanno studiando "possibilità aggiuntive di cooperazione industriale" con l'obiettivo di beneficiare di nuove riduzioni dei costi.