Nata la nuova Telecom,fusione fatta
Ancora sospesi i titoli della galassia
E' stata conclusa la fusione tra Telecom e Olivetti. Ed è nata così la nuova Telecom. Sarà questo il nome della società scaturita dall'unione delle due aziende al termine di una maratona notturna in cui sono stati convocati tutti i Cda del gruppo Pirelli-Telecom, con l'eccezione di Tim. E così Marco Tronchetti Provera ha finalmente svelato i piani per accorciare la catena di controllo del gruppo.
Solo nel pomeriggio di mercoledì i titoli delle società interessate, sospesi in Borsa da lunedì, sono stati riammessi agli scambi. L'operazione prevede quindi la fusione di Telecom Italia nella controllante Olivetti, con un concambio per sette azioni Olivetti per ogni Telecom Italia. Il riassetto prevede poi la scissione di Seat per facilitare la vendita delle Pagine Gialle e delle Pagine Utili. Verranno mantenute invece La7 e le attività Internet.
A monte della catena del gruppo ci sarà invece la ricapitalizzazione di Camfin e Pirellina e la fusione di Pirelli e Pirellina, con la costituzione di una Spa chiamata Pirelli & C.
La società di tlc che nascerà dalla fusione Olivetti-Telecom a valle sarà più contendibile: l'azionista di riferimento Olimpia scenderà infatti al 14-15% del capitale dal 28,6% attualmente detenuto in Ivrea. Vista la natura straordinaria dell'operazione, i soci di Olivetti avranno diritto di recesso e, per acquistare le loro azioni a un prezzo unitario compreso fra 1,01 e 1,12 euro, Ivrea potrà contare su un finanziamento bancario di 9 miliardi di euro, organizzato di Jp Morgan.
Il contributo è all'interno di un finanziamento complessivo pari a 15,5 miliardi, di cui 6,5 miliardi per la copertura di debiti in scadenza nei prossimi 18 mesi. La somma che resterà, dei 9 miliardi, dopo il riacquisto dei titoli, servirà per lanciare un'Opa, da realizzare tra la seconda metà di giugno e luglio, sulle azioni Telecom ordinarie e risparmio a un prezzo che non potrà essere inferiore rispettivamente a 7 e 4,7 euro e superiore a 8,4 e 5,65 euro. Sul livello minimo la quota di Telecom interessata dall'Opa sarà pari al 19,4% del capitale ordinario e di risparmio, mentre se l'offerta sarà lanciato al prezzo massimo l'Opa riguarderà il 16,1%.
A monte della catena di controllo, in vista della fusione fra Pirellina e Pirelli, Camfin ha programmato un aumento di capitale da massimi 160,7 milioni di euro, che la controllante Gpi si è impegnata a sottoscrivere per la sua parte. Per Pirellina è invece prevista una ricapitalizzazione da un miliardo più 250 milioni di euro di warrant, che sarà sottoscritta pro-quota dai partecipanti al patto di sindacato. La fusione con Pirelli avverrà con un concambio di 4 a 3 per le ordinarie e di 10 a 7 per le risparmio.
Tronchetti ha poi precisato che "non c'è nessun progetto di fusione tra Olimpia e la nuova Telecom" da qui a tre anni. "Questa ipotesi" ha detto infatti il numero uno di Pirelli "non è stata discussa".
Tronchetti ha poi rassicurato gli azionisti di risparmio Telecom dicendo che non devono temere la fusione in quanto ora "sono più tutelati di prima perchè hanno più diritti patrimoniali, un dividendo migliore e una società con più linee di credito disponibili". Questa è stata la risposta di Tronchetti ai gestori che contestavano i meccanismi dell'operazione e avrebbero preferito un buy back alla fusione.
"Non abbiamo fatto un buy back" ha spiegato "perchè, se avessi chiesto dieci miliardi di euro per questa operazione, con la vecchia struttura, non me li avrebbero dati". Con questa operazione invece "ci sono state offerte linee di credito per 20 miliardi" anche senza l'appoggio dello Stato come avviene per le rivali europee.
Ma tra gli analisti che hanno partecipato all'incontro con Tronchetti prevalgono gli interventi critici: molti di loro contestano i rapporti di concambio, che svantaggerebbero gli azionisti di Telecom a favore di quelli Olivetti. Altri considerano in generale sfavorevole l'operazione per i piccoli analisti.
Marco Tronchetti Provera ha da parte sua ricordato che l'accorciamento della catena viene da tempo sollecitato dalla comunità finanziaria e che tutte le scelte sono state fatte sulla base dei prezzi di mercato, non solo nell'ultimo periodo ma anche considerando le serie storiche, oltre che in considerazione delle valutazioni di numerose banche d'affari.
"Per effetto delle operazioni degli anni scorsi" ha detto Tronchetti "si era creata una struttura di gruppo a piramide rovesciata, inefficiente perchè allontanava il cash flow dai debiti creando disfunzioni. Per questo l'operazione era così necessaria". Solo l'ex presidente della Borsa, Attilio Ventura, ora socio di Banca Leonardo, plaude all'operazione "finalmente fatta tenendo conto del mercato, dei prezzi che si formano in Borsa": un accorciamento, secondo Ventura, "anche più significativo di quanto ci aspettassimo, non limitato a qualche anello della catena".
