Italia, occupazione in ripresa
Istat: +1,5% nell'anno 2002
Buoni segnali arrivano sul critico fronte del lavoro: secondo l'Istat nel 2002 l'occupazione è cresciuta in Italia dell'1,5%, creando di fatto 315mila posti in più. In particolare, la tendenza in positivo pare premiare aree tradizionalmente deboli e, infatti, percentuali corpose di crescita si sono registrate per le donne e per le regioni del Meridione.
LIstat spiega che al Sud è stato registrato un bel +1,9%, a fronte del +1,1% del Nord Italia e del +1,8% del Centro. Dunque, addirittura, il Meridione sarebbe cresciuto più del resto del Paese, più del ricco Nord. L'occupazione femminile e' aumentata ad un ritmo superiore di quella maschile, mettendo a segno un +2,2%. E anche qui il il dato dellistituto nazionale di statistica non può che sorprendere.
Lo scorso anno, sempre secondo 'Istat, e' poi calato il tasso di disoccupazione, sceso dal 9,5% del 2001 al 9%. Rispetto all'anno precedente, il numero delle persone in cerca di lavoro si e' ridotto nel 2002 di 104.000 unita' (-4,6%). Insomma, un quadro davvero roseo quello che i tecnici hanno presentato. Un quadro che incoraggia ad essere ottimisti, in un momento in cui la guerra alle porte paralizza ancora leconomia mondiale.
L'occupazione dipendente è aumentata del 2,1% (333mila unita' in piu'), mentre quella autonoma e' scesa dello 0,3% (-18mila unita'). In particolare, il lavoro dipendente e' cresciuto in tutte le aree geografiche italiane. Quello autonomo, invece, e' calato nelle regioni settentrionali e meridionali, mentre e' cresciuto in quelle centrali. A livello nazionale, l'occupazione dipendente a tempo pieno e durata indeterminata e' aumentata di 218mila unita' rispetto al 2001, mentre l'occupazione a termine e/o a tempo parziale di 115mila unita'.
Il tasso di occupazione nella classe di eta' compresa fra i 15 ed i 64 anni e' stato pari lo scorso anno al 55,4%, in aumento quindi rispetto al 54,6% del 2001. L'indicatore, precisa l'Istituto di statistica, e' cresciuto in tutte le ripartizioni: al nord e' salito dal 62,6% al 63,3%, nelle regioni centrali dal 57,3% al 58,2%, e nel Mezzogiorno dal 43,1% al 44,0%.
Il tasso di occupazione piu' alto (sopra il 65%) e' stato registrato in Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta. Le regioni con il tasso piu' basso sono invece risultate essere Calabria e Sicilia (ambedue con il 41,8%). Nonostante questo, la crescita occupazionale piu' sostenuta si e' avuta nel Mezzogiorno, che ha messo a segno un +1,9%, contro il +1,8% del centro Italia ed il +1,1% del nord.
A livello provinciale, Reggio Emilia, Bolzano e Ravenna hanno registrato i tassi di occupazione piu' elevati. In particolare Bolzano, dove su 100 uomini di eta' compresa fra i 15 ed i 64 anni ben 80 lavorano, e dove poco meno del 60% delle donne e' occupato, e' anche la provincia con il piu' alto tasso di occupazione giovanile: oltre il 54% dei giovani fra i 15 ed i 24 anni ha un'occupazione. Tassi di occupazione femminile molto elevati, continua l'Istat, si registrano anche in Emilia Romagna.
