S&P declassa il debito Fiat
Il titolo crolla sul listino di Borsa
Un'altra tegola si è abbattuta sulla Fiat. L'agenzia di rating internazionale Standard and Poor's ha abbassato il suo giudizio sul debito a lungo termine della casa automobilistica torinese a livello "junk", ovvero "spazzatura", portandolo a BB+. La notizia arriva all'indomani dell'analoga decisione di Fitch, e dopo il downgrade già operato da Moody's a dicembre. Ed ora, in base ad una clausola del contratto che disciplina il credito concesso a Fiat dalle banche, queste ultime potrebbero far scattare la possibilità di conversione anticipata del prestito in azioni del Lingotto. E' questo l'effetto principale della decisone dell'agenzia di rating, anche se la conversione potrebbe avvenire solo a partire da luglio 2004, e qualora il "giudizio" non risalisse. Intanto il titolo frana in Borsa e perde oltre il 2%.
Tuttavia, precisano fonti bancarie, va ricordato che non si tratta di un obbligo per le banche, ma di una facoltà. L'agenzia di rating ha inoltre ridotto il rating a breve della Fiat da "A-3"a "B", portandolo a livello di "junk". Inoltre, Standard and Poor's non ha escluso, per il futuro, un nuovo possibile downgrade, nel caso in cui gli obiettivi fissati dal management dovessero fallire.
Il declassamento riflette le preoccupazioni di S&P in merito alle nuove strategie aziendali della casa torinese e in particolare critica l'intenzione di cedere due delle migliori attività del gruppo, che definisce "i due asset in buona salute", Fiat Avio e Toro Assicurazioni, per ridurre l'indebitamento. Con la prossima cessione di queste due attività Fiat vedrà ridursi i risultati correnti e la capacità di generare cash flow. Inoltre, la decisione sul rating riflette anche i dubbi sulla capacià finale di Fiat di ottenere valore dal suo investimento nell'auto.
E così, Standard&Poor's non crede che le misure sul credito di Fiat ritorneranno a livelli appropriati per un ritorno a un rating "non speculativo" in un prossimo futuro, sostiene l'analista Virginie Casin. Questo rimarrà vero, sostiene l'agenzia, anche se Fiat eserciterà il suo diritto a cedere l'80% di Fiat Auto a General Motors o se ci sarà un eventuale trasferimento di capitali per 2 miliardi di euro in Fiat Auto da Gm o da altri soggetti esterni.
Riguardo al taglio sul credito a lungo termine, secondo Standard and Poor's, questo "riflette la partecipazione di Fiat in segmenti industriali a carattere ciclico, nel pieno di un rapido consolidamento, cosi' come le prospettive di debole generazione di cash flow da parte del gruppo e il suo aggressivo livello di indebitamento". L'agenzia ha inoltre rimosso i rating della societa' da Crediwatch (sotto osservazione) dove erano stati collocati lo scorso 1 novembre.
