Benzina ai massimi da due anni
Ma il caro-petrolio comincia a frenare
Per il petrolio comincia la caduta delle quotazioni, ma la benzina non ferma la sua impennata. Il prezzo della verde raggiunge nuovi massimi e in alcune stazioni di servizio il carburante viene distribuito addirittura a 1,114 euro al litro, cioè circa 2.160 lire. E' il nuovo massimo degli ultimi due anni. La nuova ondata di rincari nello scorso weekend ha interessato molti dei principali marchi, tra cui Esso e Fina.
In queste stazioni di servizio, secondo gli ultimi dati resi noti dal ministero delle Attività produttive, la verde è salita a quota 1,114 euro al litro, mentre il gasolio ha toccato 0,940 euro al litro.
E mentre la corsa del prezzo della benzina alla pompa non dà segni di rallentamento, greggio e brent già cominciano a invertire la rotta. Insomma, per le quotazioni del petrolio sembra davvero che il picco sia stato toccato e che ora cominci la strada della discesa. Sul mercato degli Stati Uniti, infatti, il greggio scende di un dollaro a barile. Da una parte c'è l'Iraq che ha dato il via alla distruzione dei missili Al Samoud II e presentato un rapporto sulle scorte di armi biologiche, interrompendo quindi il muro di silenzio e aprendo qualche spiraglio sulla soluzione delle tensioni internazionali.
Gli ultimi sviluppi sembrano infatti allontanare la data di inizio della guerra.
E così, ecco che, nelle contrattazioni elettroniche, il futures sul greggio cede un dollaro circa a 35,61 dollari a barile mentre alle 11,45 il derivato aprile sul greggio cede 56 centesimi a 32,23 dollari al barile. Gli analisti indicano quota 32,20, minimo della scorsa settimana, come livello di supporto.
La scorsa settimana il Brent era balzato ai massimi degli ultimi 12 anni, vale a dire dai tempi della guerra del Golfo, nel lontano 1991, sui timori di conflitto in Iraq e per il forte calo delle scorte di prodotti petroliferi negli Usa, che quest'anno stanno attraversando una stagione invernale particolarmente rigida.
L'ammorbidimento dell'atteggiamento dell'Iraq nei confronti delle richieste Onu sulla distruzione delle armi potrebbe davvero dare una svolta alla situazione.
