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Inflazione "truccata"?

L'accusa delle associazioni consumatori

04 Mag 2004 - 03:37

L'accusa è di quelle che fanno "tremar le vene e i polsi". L'Istat che manipola i dati. E che si "costruisce" un'inflazione "di comodo", su misura. Il sospetto arriva proprio in concomitanza con la comunicazione dell'ultimo dato sulla corsa dei prezzi. Una corsa che a gennaio parrebbe sia rallentata, scendendo al 2,7% dal precedente 2,8%. Ma alcune associazioni consumatori lanciano il dubbio che ci sia sotto qualche trucco.

In sostanza, quel dato potrebbe essere frutto di operazioni non proprio lecite, secondo quanto dichiarano le associazioni dell'Intesa dei consumatori, vale a dire Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. La denuncia prende spunto dal calo rilevato nel settore dei servizi sanitari e spese per la salute (meno 1,3% su base mensile e meno 0,3% su base annua) per chiedere chiarimenti all'Istituto di statistica sulle rilevazioni del prezzo dei medicinali.

Secondo i consumatori, nel calcolo dell'inflazione di gennaio c'è il rischio che l'Istat abbia tenuto conto delle diminuzioni imposte dal decreto sulla riclassificazione dei farmaci entrato in vigore il 16 gennaio, con un giorno di anticipo rispetto alle regole. Così facendo, sostengono in sostanza i consumatori, l'Istat avrebbe "anticipato" a gennaio dati che, viceversa, sarebbero stati computati nella rilevazione di febbraio.

"In base al regolamento Istat" ha spiegato il presidente del Codacons Carlo Rienzi in una conferenza stampa "i prezzi devono essere calcolati entro il 15 del mese, ma il decreto è entrato in vigore il 16 gennaio. Quello che ci chiediamo è se, nel calo dell'1,3% del comparto dei servizi sanitari e in particolare del 3,5% del prezzo dei medicinali, sia stata presa in considerazione la riclassificazione e la conseguente diminuzione dei prezzi".

"Se fosse così", continuano i consumatori, "l'Istat avrebbe consapevolmente manipolato le rilevazioni e sarebbe ora costretto a correggere i dati di gennaio". I casi, secondo i consumatori, sono due. "O si tratta di un errore tecnico che deve essere spiegato e tempestivamente corretto" dicono all'Intesa "oppure si tratta di una vera e propria manipolazione statistica che scredita l'Istat ma che danneggia soprattutto i cittadini". L'Intesa attende "risposte chiare, convincenti e esaurienti", pronta in caso contrario a presentare "un circostanziato esposto alla magistratura".