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Turismo in frenata nel 2002

Prevale il pessimismo per il 2003

04 Mag 2004 - 03:27

Non è stato un bell'anno il 2002 per gli albergatori e le prospettive per il 2003 non sono positive. E' la fotografia del turismo italiano fatta dall'Istat. I dati, presentati nel corso della Bit di Milano, evidenziano un forte calo negli arrivi e nelle partenze e dimostrano anche un cambiamento nel modo di "concepire" il turismo. Infatti, la maggioranza degli italiani, l' 85,8% viaggia per vacanza e solo il 14,2% si sposta per motivi di lavoro.

E' un turismo che sta cambiando quello che ha fotografato l'Istituto di Statistica. Il dato più forte è quello che riguarda la percentuale di chi, dopo l'11 settembre, non ha più oltrepassato i confini nazionali, ovvero, l'85,3% dei viaggiatori. Inoltre, un pò per il caro-euro, un pò per la crisi economica in corso sono aumentate le vacanze brevi, quelle trascorse al Sud ed i viaggi realizzati in auto (70,3%), in alloggi privati o come ospiti, così come si sta affermando una tendenza al fai da te.

Tuttavia, il turismo interno non ha avvantaggiato le strutture alberghiere vere e proprie, non sempre alla portata di tutte le tasche, tanto che hanno registrato un -2,4% dovuto soprattutto alle mancate presenze degli italiani, mentre le strutture alternative, case, campeggi, agriturismo e così via, sono rimaste sostanzialmente stabili a +0,1%. Quanto alle presenze complessive, sono cresciute del 2,9% nel centro e del 3% nel Mezzogiorno, mentre il calo si è registrato soprattutto alle strutture del Nord.

Per quanto riguarda l'anno in corso, le prospettive degli albergatori sono poco entusiasmanti. Infatti, secondo coloro che sono stati interpellati dall'Istat, il 2003 registrerà un aumento di presenze solo del 6,3%. Ad influire sul calo delle presenze,nell'anno appena trascorso più che i timori di attacchi terroristici è stata senza dubbio la crisi economica ed il caro-euro. Infatti, dai dati risulta che sono aumentano le vacanze brevi, quelle trascorse al Sud ed i viaggi realizzati in auto (70,3%), in alloggi privati o come ospiti, cosi' come cresce una tendenza al fai da te. Negative anche le attese sull'andamento dell'occupazione con un 14,9% di albergatori che prevede di diminuire il numero degli addetti, contro l'11,9% dello scorso anno mentre la quota di quelli orientati in senso opposto è limitata al 6%.