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La Bpm "liquida" Webank?

Possibile fusione intra-gruppo

04 Mag 2004 - 02:43

Di Big Trader

Pare che la Banca Popolare di Milano stia seriamente valutando la possibilità di chiudere la propria società dedicata alle attività su Web, ovvero la Internet company che gestisce il servizio di trading online chiamato "Webank". Ma proprio questo servizio non verrebbe spento: semplicemente passerebbe alle strutture centrali del gruppo Bpm, insieme a parte dei dipendenti della azienda che finora lo ha amministrato.

Non sarebbe in ogni caso una operazione da realizzare nel breve termine quella che sembra si stia discutendo alla Banca Popolare di Milano: pare infatti che si ragioni su un piano di riorganizzazione che potrebbe vedere la sua attuazione non prima di qualche mese. Ed è ormai da qualche tempo che all’attenzione del top management di Bpm c’è il dossier che riguarda “We Service”, la società del gruppo che gestisce appunto il servizio “Webank”.

Fonti interne alla Popolare di Milano parlano di una nuova strategia per il mondo Internet che tornerebbe di fatto ad un modello organizzativo già usato in passato in casa Bpm e poi abbandonato ai tempi del boom della “new economy”. Il riferimento “storico” è ai tempi del primo servizio di banking online del gruppo creditizio milanese, ovvero ai tempi di quel servizio denominato “In linea Web” che veniva gestito senza il ricorso ad una azienda esclusivamente dedicata al canale Internet.

Da allora molte cose sono cambiate e, anzi, per molti versi, sembra sia passato un secolo. C’è stata innanzitutto la bolla speculativa di Internet, che nel mondo bancario ha imposto di fatto il “modello Fineco”, spingendo tanti gruppi creditizi importanti a mettere in piedi aziende che solo sul Web avrebbero dovuto campare. In questo senso, la Bpm ha battezzato per tempo la sua “We Service”. Ma, poi, c’è stato anche lo scoppio della stessa esasperata bolla, scoppio che ha coinciso con l’inizio di una fase di brutta stagnazione economica. Passata la “sbornia” legata a Internet, anche le banche hanno dovuto cominciare a razionalizzare costi e strutture, alla ricerca di una nuova efficienza, in grado di ridurre gli effetti di una crisi prolungata. E proprio nel segno della razionalizzazione (espressione più elegante per dire “tagliamo il tagliabile”) sarebbe nata e starebbe prendendo piede in casa Bpm l’idea di “liquidare” We Service, e, soprattutto, parte dei suoi attuali dipendenti.