Alitalia punta sul low cost
Intanto Ryanair "sbarca" a Bergamo
Ryanair fa rotta sull'Italia. La notizia che la compagnia olandese starebbe aprendo una base operativa a Bergamo, con prezzi sempre più stracciati, ha messo in allarme anche i big del trasporto aereo nazionale. Ed è così che nel nostro Paese, che fino a poche settimane fa non annoverava alcun vettore low cost, le compagnie aeree si vedono costrette ad affinare le armi per essere all'altezza della sfida. Dopo Volare Group e Meridiana, che hanno lanciato i propri servizi a basso costo, ora anche l'Alitalia starebbe per annunciare una propria iniziativa.
Ryanair, che propprio in questi giorni ha annunciato l'acquisizione dalla Klm del vettore a basso costo, Buzz, e il maxiordine alla Boeing che sfiora i 6 miliardi di dollari, è diventata la regina delle aviolinee low cost, e la battaglia nei cieli non risparmia più nessuno. Anzi, la sua ombra si allunga sempre più minacciosa sul mercato italiano, con l'apertura, annunciata per febbraio di una base operativa a Bergamo dalla quale opererà 6 rotte internazionali.
Intanto, secondo alcune indiscrezioni, ipotesi di iniziative low cost sarebbero allo studio dell'Aliatalia. La compagnia guidata da Francesco Mengozzi avverte sempre di più "l'inasprirsi della competizione" per "l'accelerato sviluppo dei vettori 'low cost"'. E già nei mesi scorsi, il vertice della compagnia non nascondeva, in una relazione al consiglio di amministrazione, "l'ormai chiarissima e incombente minaccia di vettori low cost sulle piu' importanti rotte internazionali e forse anche nazionali in un prossimo futuro". Una minaccia tanto più grave, per Alitalia, quanto più si accentuano "le negative dinamiche del mercato domestico (perdita di market share)".
Sul tavolo dei vertici ci sarebbero diverse alternative ed opzioni che prevedono anche una partnership nazionale. All'orizzonte c'e' sempre Volare, ma su questa operazione c'e' l'irremovibile veto dei sindacati. Un'altro potenziale partner potrebbe essere Meridiana. Una soluzione, questa, che sarebbe, invece, piu' gradita alle organizzazioni dei lavoratori dal momento che la struttura contrattuale della compagnia guidata da Gianni Sebastiani e' piu' affine a quella di Alitalia. I giochi, dunque, sono tutti aperti. Sulla tenuta del fenomeno delle 'low cost', gli interrogativi non pochi. Fatto sta che, in un momento ancora difficile per il trasporto aereo, le uniche compagnie che danno segni di buona salute sono state proprio quelle a basso costo. Nel 1999 circa il 15% del traffico domestico americano e il 10% di quello intra-europeo e' stato appannaggio di questi vettori e, grazie a un tasso di crescita quattro volte superiore alla media di mercato, potrebbero ora aggiudicarsi presto fino a un terzo del mercato europeo.
