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Montepaschi, la Ue concede il via libera al piano di ristrutturazione

Dopo l'ok arrivato dalla Commissione europea dalla Fondazione Mps si "ribadisce l'impegno a continuare ad accompagnare la Banca, ove possibile, nel suo percorso di rilancio"

- La Fondazione Mps "saluta con favore il via libera al piano di ristrutturazione" del Montepaschi di Siena arrivato dalla Commissione europea. Palazzo Sansedoni lo afferma in una nota. La Fondazione Mps "ribadisce l'impegno a continuare ad accompagnare la Banca, ove possibile, nel suo percorso di rilancio, con responsabilità e nella chiarezza degli obiettivi, senza rinunciare al proprio ruolo di azionista storico".

Montepaschi, la Ue concede il via libera al piano di ristrutturazione

Arrivata la tanto attesa approvazione da parte della Commissione Ue del piano di ristrutturazione del Monte dei Paschi di Siena, ora comincia la parte più difficile: la banca dovrà infatti rispettare con puntualità gli impegni presi nel piano di ristrutturazione perché verrà monitorata da un "trustee" al servizio di Bruxelles che verificherà che non vi siano deroghe o ritardi.

Ma per la ricapitalizzazione, varata martedì dal Cda, il tempo c'è: è "essenziale per ripagare i Monti Bond", ma va fatta entro fine 2014, spiega la Commissione inserendosi nella lite tra Cda e Fondazione, ai ferri corti sulla decisione di varare l'aumento di capitale di tre miliardi nel primo trimestre del prossimo anno.

L'antitrust europeo dà il via libera al piano perché "assicura la redditività a lungo termine, fornisce un appropriato contributo di Mps ai costi di ristrutturazione e mitiga le distorsioni alla concorrenza create dagli aiuti", cioè dai Monti Bond. L'ok arriva anche "alla luce dell'impegno di Mps di reperire sul mercato 2,5 miliardi di euro di capitale e di rimborsare la totalita' dei titoli sottoscritti dallo Stato entro cinque anni". Per la Commissione questo piano spalmato su cinque anni (2013-2017) assicura che la banca non avra' "nessuna necessita' di altro sostegno da parte dello Stato". In caso contrario, dovrebbe ritornare a chiedere l'autorizzazione a Bruxelles.

Mps prevede di tornare a un rendimento di capitale competitivo al termine del periodo di ristrutturazione (2017), grazie a un miglioramento dell'efficienza e a una riduzione dei costi operativi. E con una riduzione del 25% dello stato patrimoniale che a Bruxelles piace perché "limita le distorsioni della concorrenza provocate dall'aiuto" e non si abbatterà sui contribuenti perche' "non avra' effetti sull'economia reale". La riduzione si otterra' tagliando credito al consumo, leasing e factoring, prestiti, esposizione ai titoli di Stato, attività di trading e attività internazionale, in particolare con la cessione di Mps Belgio.

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