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Primo Maggio, i sindacati in piazza tra rabbia e mobilitazione: "Non è una festa" e Landini: "Vaccinare e non licenziare" 

Manifestazioni in sicurezza:"Ripartire da chi ha perso tutto". Sbarra: "Persi un milione di posti, adesso ricostruiamo il Paese"

In quello che sarà un altro "anno complicato" per l'economia, arriva il messaggio in occasione della festa dei lavoratori da parte del leader della Cgil Maurizio Landini: "E' il momento di vaccinare e non di licenziare". E il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri: "Non la vedo come una festa ma come una giornata di rabbia". I tre sindacati sono scesi in piazza con tre manifestazioni nazionali unitarie in tre luoghi simbolici del mondo del lavoro.

Si tratta di Terni, Passo Corese (Rieti), Ospedale dei Castelli a Fontana di Papa (Roma). "Bisogna investire sulla salute, sulla sicurezza, sullo stato sociale", insiste Landini sottolineando che "è il lavoro che cura  l'Italia". E aggiunge: "Abbiamo visto il prezzo che abbiamo pagato a causa anche dei tagli alla sanità", avverte Landini, che interviene alla Ast di Terni, uno dei luoghi simbolo scelti per le tre manifestazioni, che si svolgono in sicurezza, con i partecipanti che rispettano il distanziamento e che indossano le mascherine. 

 

 

Sbarra (Cisl): "Patto sociale per il 'vaccino' del lavoro stabile" - Il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra parla di un "Primo Maggio di speranza, con l'auspicio di tornare gradualmente, e con la necessaria cautela, a una vita normale. Il sindacato c'è ed è in campo unitariamente per la ripartenza in sicurezza e la ricostruzione del Paese. Andiamo in tre luoghi simbolo del mondo del lavoro a portare la nostra solidarietà, in particolare, ai lavoratori della sanità e a tutti coloro che hanno assicurato servizi e beni essenziali ai cittadini in questa lunga fase difficile della vita del Paese. Non basta più l'ampia e capillare diffusione del vaccino, che organizzeremo anche noi presto nelle aziende. Occorre anche il 'vaccino' del lavoro stabile, della crescita, degli investimenti, della giustizia sociale". 

 

 

"Un milione di posti persi, no allo sblocco dei licenziamenti" - Sbarra lancia l'allarme: "Un milione di posti di lavoro persi in 14 mesi, soprattutto giovani e donne. 5 miliardi di ore di cassa integrazione, una caduta dell'11% di ore lavorate e di 40 miliardi del monte salariale. Non possiamo permetterci di perdere altro lavoro. Il governo farebbe bene a prorogare il blocco dei licenziamenti almeno a fine anno. Serve tempo per contrattare una riforma degli ammortizzatori sociali, l'avvio delle politiche attive, un grande piano sulla formazione. E rimettere in moto gli investimenti pubblici". 

 

 

"L'evasione vale metà del Recovery plan" - Poi aggiunge: "Chi evade nega il futuro ai nostri giovani, l'evasione vale metà del Recovery plan, più di 107 miliardi e non se ne parla da nessuna parte. Il Pnrr non è della politica, ma di tutti. Bisogna fare delle scelte su lavoro, fisco, donne, giovani e Mezzogiorno".

 

Cgil: "Superare il blocco dei licenziamenti" - Nel confronto delle associazioni sindacali con il governo e indirettamente con le associazioni delle imprese, a partire da Confindustria, il nodo è quello dei tempi per superare il blocco dei licenziamenti messo in atto per far fronte all'impatto sull'economia dell'emergenza Covid, sottolinea ancora Landini che chiarisce: "E' il momento di rimettere al centro un lavoro stabile".

 

Primo maggio, Cgil-Cisl-Uil in piazza

 

Fico: "Risposte immediate e sostegno ai lavoratori" - Il presidente della Camera Roberto Fico ricorda "le conseguenze devastanti della pandemia, con la crisi che ha inciso gravemente sul capitale economico, umano e sociale. Non possiamo dunque oggi parlar di lavoro, dignità, futuro senza mettere in primo piano la necessità di un impegno vigoroso delle istituzioni e della politica per salvaguardare e accrescere l'occupazione. A chi ha perso il lavoro e guarda con preoccupazione al guruo, ai tanti imprenditori che costituiscono la struttura portante del tessuto economico del Paese servono risposte immediate e il sostegno delle istituzioni". 

 

 

Di Maio: "Ripartire dal lavoro: è la priorità" - Nel suo augurio postato su Facebook per la festa del Primo Maggio, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio scrive: "Buon Primo Maggio. In particolare modo a tutti i nostri connazionali che, anche in questo periodo di pandemia, sono rimasti in prima linea, in Italia e all'estero. Grazie al personale sanitario e ai nostri militari che non si sono mai risparmiati per il bene del Paese. Ma anche a tante categorie colpite da questa crisi, lavoratori che con dignità hanno faticato il doppio per andare avanti. Con l'incremento delle vaccinazioni e i progetti del Pnrr avremo nuove opportunità da sfruttare al meglio per risollevarci. E' proprio dal lavoro che dobbiamo ripartire, perché il lavoro è la cura, è la nostra priorità. Dobbiamo concentrare ogni sforzo per recuperare il terreno perduto, creare nuova occupazione e restituire alle nostre famiglie quel sorriso che la pandemia ci ha portato via. Viva l'Italia". 

 

 

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