7 ottobre, prima e dopo

"Voci dal confine", Elia Milani racconta la vita senza pace tra Israele e Palestina

Dopo otto anni a Gerusalemme, l'inviato di Mediaset racconta per Mondadori le storie di chi tenta di sopravvivere nella zona più difficile del mondo dove religione, politica e odio viaggiano insieme.  Una quotidianità fatta anche di paure, tatuaggi e ascensori

di Sauro Legramandi
28 Gen 2026 - 10:00
 © Tgcom24

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A Elia Milani dobbiamo dire tutti un grosso grazie. Un doppio grazie. Da inviato dei tg di Mediaset per otto anni ha documentato storie di morte (troppe) e di miracoli (rari) tra Israele e Palestina. Da raffinato cantastorie adesso racconta la vita di israeliani e palestinesi nel suo "Voci dal confine". Spesso i due piani di narrazione si avvicinano e convergono: il libro Mondadori del giornalista pavese lascia davvero senza parole. E senza speranze.

Milani racconta di una Gerusalemme divisa prima del 7 ottobre e in guerra dopo il 7 ottobre. Lo fa con una minuzia di particolari personale e unica, tipica di chi ha vissuto certe situazioni sulla propria pelle. Solo chi c’è stato per davvero capisce quanto sia difficile per israeliani e arabi essere costretti a vivere gli uni attaccati agli altri. L’autore mette subito in chiaro una cosa: qualsiasi cosa tu faccia a Gerusalemme serve per identificarti come pro-Israele o pro-Palestina. E una volta appiccicata, quell’etichetta è molto difficile da rimuovere.

© Ufficio stampa

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La copertina di "Voci dal confine"

Le voci di Abdullah a George, dall'indifferenza al tatuaggio

  “Voci dal confine” è proprio questo. Vivere nel posto più divisivo sulla faccia della Terra cercando di non farsi risucchiare da questa o quella fazione. Impossibile restare freddi.

Non lo rimane l’autore quando racconta di Abdullah, nato a Rafah e padre di nove figli che per quarant’anni ha lavorato per la famiglia israeliana Keffer. All’alba passava il confine per andare al kibbutz di Hulda, al mattino curava la stalla, al pomeriggio svolgeva piccoli lavori di saldatura, la sera rientrava a Rafah (ma a volte restava dai Keffer anche durante lo Shabbath). Poi il 7 ottobre. Il rumore della guerra sopra la testa giorno e notte. Le urla, la polvere, la voglia di scappare e la diffidenza di quegli stessi israeliani che fino a poche settimane prima aprivano casa ad Abdullah. Altra vita vissuta intensamente quella di George, arabo nato e cresciuto a Gerusalemme e quindi considerato da tutti cittadino di serie B. George nel marzo 2024 si tatua la scritta 7 Ottobre sul braccio destro. Quell’incisione lo fa apparire un pro-Israele o un pro-Gaza a seconda degli occhi che lo giudicano.

"Voci dal confine" e la legge dell'ascensore in Israele

   Si parla di guerra e di pace, se una tregua armata può essere chiamata così. Il giornalista spiega cosa accade nella Striscia, cosa vede con i suoi occhi, cosa gli raccontano da dentro l’inferno e cosa l’Idf vorrebbe che vedesse. Vivendo Gerusalemme Milani scopre la rigidità dei 39 divieti per lo Shabbat. Dei precetti religiosi la Knesset ne ha fatto anche più di una legge molto poco laica: dal 2001 è in vigore la Shabbat Elevator Law che obbliga i grossi costruttori di palazzi ad installare almeno un ascensore in modalità Shabbat in ogni complesso residenziale. In pratica al sabato l’ascensore è in servizio no stop, si ferma a ogni piano e riparte senza alcun tasto da premere (tale azione genererebbe una scintilla ossia luce ossia una pratica vietata nei giorni di festa).
 

Odio genera odio

  Milani sa di cosa scrive. Sa che una sera ha ordinato con il cellulare una pizza sotto casa a Gerusalemme e ricorda ancora la sorpresa quando scopri che la consegna sarebbe avvenuta otto ore e 52 minuti dopo. Smartphone impazzito? No, Israele disturbava i segnali Gps per questioni di sicurezza: quindi la sua Margherita risultava essere prenotata  da un cellulare in Egitto, vicino ll’aeroporto del Cairo.

“Voci dal confine” è questo e molto altro. Altre storie. Altre sirene d’allarme e altre vite colorate di odio. E odio genera odio.


Elia Milani
“Voci dal confine”
Mondadori – Strade blu
Pagine 172 – Euro 18,5

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