fino al 24 agosto

Artisti dal Mediterraneo alla Triennale di Milano

“the sea is my land” è il titolo dell'esposizione nel capoluogo lombardo

13 Ago 2014 - 21:47
 © ufficio-stampa

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Approda a Milano “the sea is my land. Artisti dal Mediterraneo". L'esposizione, che già dal titolo esprime la sua vocazione itinerante, giunge quest'anno negli spazi della Triennale di Milano come seconda tappa del proprio percorso, dopo il grande successo di pubblico e di critica, al MAXXI di Roma.

Artisti dal Mediterraneo alla Triennale di Milano

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© gianni-marussi
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"the sea is my land. Artisti dal Mediterraneo" raccoglie i lavori di 23 artisti emergenti, provenienti dai Paesi bagnati dal Mar Mediterraneo e mette in scena una vera e propria ricognizione artistica che si sviluppa lungo 46.000 km di costa, ai quattro punti cardinali del Mare Nostrum, lambendo tre continenti (Europa, Asia e Africa). Tra questi anche l'artista italiana, vincitrice lo scorso anno del concorso fotografico online che BNL ha dedicato ai giovani under 40.

Obiettivo di “the sea is my land” è quello di evidenziare, attraverso il codice universale delle immagini, l'incessante metamorfosi del Mediterraneo, territorio di dialogo culturale dove l'arte, con il suo linguaggio super partes, riesce ad andare oltre le barriere sociali, il pluralismo religioso, le diaspore etniche, a favore di una comunicazione pacifica tra le parti coinvolte.
Il Mediterraneo, come ricorda anche la sua etimologia, "in mezzo alle terre", è da sempre, infatti, lo snodo cruciale di complessi meccanismi sociali e culturali, di molteplici ideologie, di singolari affinità e di disparate assonanze, che ne fanno una perenne fonte d'ispirazione per l'arte.

Un'ampia selezione di artisti: Ammar Abd Rabbo (Siria), Yuri Ancarani (Italia), Taysir Batniji (Palestina), Mohamed Bourouissa (Algeria), Marie Bovo (Spagna), Aleš Bravničar (Slovenia), Stéphane Couturier (Francia), Fouad Elkoury (Libano), Mounir Fatmi (Marocco), Dor Guez (Israele), Adelita Husni-Bey (Libia), Mouna Karray (Tunisia), Panos Kokkinias (Grecia), Irena Lagator Pejović (Montenegro), David Maljkovic (Croazia), Mark Mangion (Malta), Mladen Miljanović (Bosnia Erzegovina), Moataz Nasr (Egitto), Adrian Paci (Albania), Christodoulos Panayiotou (Cipro), Agnès Roux (Monaco), Arslan Sukan (Turchia) e Rori Palazzo (Italia), vincitrice del concorso online BNL.
Tra le oltre 140 opere in mostra, esposta anche “Two Palestinian Riders, Ben Shemen Forest” (2011) dell'artista israeliano Dor Guez (Gerusalemme, 1980), selezionata lo scorso anno, quale opera vincitrice. La giuria di selezione era composta, oltre che dal curatore Francesco Bonami e dall'AD di BNL, Fabio Gallia, da Giovanna Bertazzoni, Head of the London Impressionist and Modern Art Department, Christie's; Daniel Birnbaum, Director Museum, Moderna Museet Stockholm; Cristiana Collu, Direttore del Mart, Museo Arte Contemporanea di Trento e Rovereto; Gregor Muir, Executive Director, Institute of Contemporary Arts, London.

Il progetto di allestimento è stato ideato dallo studio di architettura italo-tedesco Kuehn Malvezzi che, per riallacciarsi alla tematica del Mediterraneo, ha realizzato un ambiente che, come un arcipelago, si ingloba nello spazio del museo. Un'architettura-installazione ove le opere si susseguono in un percorso labirintico che ricorda le isole del Mediterraneo, restituendo quel senso di intersezione, intreccio, sincronia e pluralismo che ne caratterizza le sponde.

L'esposizione è accompagnata da un catalogo, pubblicato da Giangiacomo Feltrinelli Editore. Il volume, con la prefazione di Fabio Gallia, raccoglie le immagini delle opere e contiene contributi di Francesco Bonami ed Emanuela Mazzonis. Particolarità della pubblicazione è l'associazione di ogni artista a un brano letterario: a ciascuno di loro è stato chiesto di riportare il testo di uno scrittore originario del proprio paese, significativo sia per la sua influenza a livello personale sia per la propria formazione artistica. Il risultato è la creazione di un libro, contenitore di immagini e di storie del Mediterraneo che, per la prima volta pubblicate insieme, rievocano l'anima di un bacino così unico e composito.