Uno straordinario percorso a ritroso, alla scoperta di un affascinante passato
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In programma fino al 16 giugno al museo cittadino “San Domenico” di Forlì, la mostra “Arte e vita in Italia tra le due guerre”.Un vero e proprio "kolossal" dell'arte del Ventennio.Oltre 450 opere tra dipinti, sculture, modelli e progetti architettonici, manifesti pubblicitari e di propaganda, arredi, moda e oggetti d'arte che rievocano una stagione ancora oggi molto controversa della storia nazionale.
L'importante iniziativa forlivese '"non è una mostra revisionista nei confronti del fascismo'', ha detto il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì Piergiuseppe Dolcini. Mai prima d'ora era stata realizzata una panoramica così vasta, colossale, e variegata in modo impressionante,del periodo che va dal 1916 agli anni '40. “Periodo in cui, per forza di cose, il fascismo è "il convitato di pietra"- ha chiosato il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, sottolineando che all'epoca, "proprio tutti, artisti e letterati, erano stati fascisti". Del resto, una mostra del genere si poteva fare con questo respiro solo a Forlì, terra natale del Duce (Predappio è a una quindicina di chilometri), segnata urbanisticamente da quella civiltà architettonica che cambiò il volto dell'Italia.
Il curatore, Ferdinando Mazzocca ha avuto quale riferimento ideale la mostra realizzata a Parigi negli anni '80 sul cosiddetto “ritorno all'ordine”. Come emergeva con chiarezza anche in quel caso, ''il movimento nasceva in Europa con un respiro internazionale - afferma il critico – “Attraversa il fascismo, ma non rappresenta l'Italia fascista''.
Il percorso espositivo inizia con “La Silvana Cenni” ritratto del 1916 di Felice Casorati. Sullo sfondo, un paesaggio urbano che ripropone la Città Ideale, tavola quattrocentesca attribuita in passato anche a Piero della Francesca e qui riproposta grazie al prestito della Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. La mostra, suddivisa in 16 sezioni, si sviluppa al piano terreno con le tematiche più legate agli eventi storici, con i capisaldi dell'arte del regime, il culto della patria, l'ascesa e la caduta di Mussolini (dalle teste di Wildt alle feroci caricature di Mino Maccari), la celebrazione dell'arte pubblica, ma anche l'aeropittura (Dottori, Crali) e i bellissimi manifesti dell'epoca. Al primo piano, ecco il Novecentismo nella sua espressione realista, ma non verista, quel Realismo magico che va a svelare gli aspetti più nascosti e misteriosi della vita. Si susseguono suddivisi per temi (le maschere, gli eroi, il mito del Mediterraneo, la giovinezza, maternita') una serie di dipinti strepitosi di maestri quali Oppi, Carra', de Chirico, Donghi, Severini, Funi, Cagli, Carra', Cagnaccio di San Pietro, persino Picasso, influenzato dall'Italia è presente con la Grande Bagnante dell'Orangerie, a ribadire il tenore internazionale del Novecentismo.
La mostra si conclude con la bellissima tela del 1940 di Renato Guttuso “Fuga dall'Etna”, in cui il pittore di Bagheria si rifà al Picasso di Guernica. Ma c'e' da dire che ogni sezione vale come una mostra a sé, occasione unica per riappropriarsi di un'eccellenza artistica italiana che va al di là dei nomi noti e si spalma su una generazione che aveva fatto della riappropriazione delle tecniche espressive il terreno di una infinita sperimentazione.
NOVECENTO. ARTE E VITA IN ITALIA TRA LE DUE GUERRE
Forlì, Musei San Domenico, Piazza Guido da Montefeltro;
2 febbraio – 16 giugno 2013
Informazioni e prenotazioni mostra Tel. 199 75 75 15 www.mostranovecento.it