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Gene regola la soglia del dolore

Produce un enzima "ago della bilancia"

04 Mag 2004 - 04:26

La percezione del dolore non dipende, come si è sempre creduto, dal coraggio, dallo stoicismo o dalla vocazione al martirio; dipende invece dal DNA, dalle variazioni di un gene e dagli ormoni. Questa nuova scoperta, presentata al congresso annuale dell'American Association for the advancement of Science, si deve ai genetisti dell'Università del Michigan e del National Institute of Health.

Il gene che determina quanto dolore arriva al cervello, è stato chiamato Comt, e controlla la produzione di un enzima (catecolmetiltranferasi) attivo nel cervello, a sua volta deputato a stabilire le quantità di dopamina e noradrenalina che vi affluiscono. Queste due sostanze sono neurotrasmettitori coinvolti in varie funzioni, come la percezione del piacere e del dolore. Comt produce due versioni differenti dell'enzima, in cui l'unica diversità è in un aminoacido che può essere o la valina o la metionina. Le persone che hanno la versione dell'enzima che contiene la valina, sono in grado di sopportare il dolore molto meglio di chi ha la versione dell'enzima con la metionina.

I poveretti che possiedono la variante con la metionina, e che possono anche non riuscire a sopportare la minima sofferenza, non sceglieranno di sicuro stili di vita a rischio di dolore fisico, mentre quelli che hanno la variante alla valina possono permettersi perfino le carriere più spericolate alla 'Rambo'. C'è da aggiungere che le sperimentazioni fatte sottoponendo a forte dolore volontari fra i 20 e i 30 anni, per vedere cosa accadeva nel loro cervello (tramite la risonanza ad emissione di positroni – PET), hanno mostrato che la versione alla metionina (paura) è molto più presente e attiva rispetto a quella alla valina (coraggio). Potevamo dubitarne?
Ogni persona ha due coppie del gene Comt ereditate da ciascun genitore
. Chi ha due coppie dell'enzima alla metionina è molto meno 'eroico' di chi ha ereditato due coppie alla valina. Nella fascia intermedia si collocano tutti quelli che hanno ambedue le varianti dell'enzima.

Ma il metodo PET, nel valutare la produzione degli antidolorifici naturali, le endorfine, ha evidenziato che gli uomini e le donne rispondono in maniera differente alla sofferenza fisica. Sembra dunque evidente che gli ormoni hanno la loro parte nella percezione del dolore. Le donne, dopo il ciclo mestruale, avvertono fortemente la sofferenza. Jon Kar Zubieta, coordinatrice della ricerca genetica dell'Università del Michigan, spiega che "Gli estrogeni giocano un ruolo fondamentale nel meccanismo messo in atto dal cervello per ridurre la sensazione di dolore. La sofferenza è maggiore quando i livelli sono bassi". Le donne producono maggiori quantità di endorfine nella fase premestruale e in gravidanza, ma in periodo 'normale' ne producono meno degli uomini. Si è visto che la produzione di endorfine nel maschio rimane sempre alta e costante. Insomma, le donne hanno le chances per sopportare il dolore come i maschi, solo durante il parto.
"Questo spiega – dice la Zubieta – perché le donne manifestano più frequentemente dolori cronici e patologie correlate allo stress, ma poi affrontano il parto".